Finge di esser infermiere per ingannare i carabinieri, poi se ne vanta sui social

Finito al centro di un'autentica tempesta mediatica il giovane della provincia di Varese che lunedì scorso ha registrato un video in cui raccontava di aver “fregato” i carabinieri di un posto di blocco. "Era uno scherzo fra amici"

Finge di esser infermiere per ingannare i carabinieri, poi se ne vanta sui social

Pensava, forse, di riuscire a suscitare un po' di simpatia il giovane che nei giorni scorsi ha inviato ad alcuni amici un video in cui spiega fra le risa come sia riuscito a prendersi gioco dei carabinieri che lo avevano fermato in una piazza di Turbigo, comune appartenente alla città metropolitana di Milano. Ciò che ha ottenuto, invece, è stata la dura condanna dei social oltre ad una segnalazione alle autorità locali.

Protagonista della vicenda è un uomo residente nella provincia di Varese, un operaio piastrellista, stando ad alcune fonti. In giro in auto, nonostante le restrizioni emanate dal governo per contenere la diffusione del contagio da Coronavirus, il soggetto, stando a quanto da lui stesso affermato, si è imbattuto in un drappello degli uomini dell'Arma e, dinanzi alle domande dei militari che gli chiedevano quali fossero le ragioni dei suoi spostamenti, si è finto un operatore sanitario per evitare i controlli ed andarsene indisturbato. Un insulto ai medici, agli infermieri ed a tutti i professionisti della sanità che in questi mesi stanno affrontando prove durissime, spingendosi oltre i propri limiti per salvare delle vite umane. Un autentico oltraggio anche nei confronti dei rappresenti delle forze dell'ordine, i quali sin dal principio di questa tragedia si sono posti in prima linea, rischiando di ammalarsi a loro volta, per tutelare i cittadini. Questo, almeno, quanto raccontato dallo stesso giovane nel filmato, divenuto virale e finito poi nelle mani degli uomini dell'Arma.

“Allora mi hanno appena fermato qua, in piazza a Turbigo. Posto di blocco dei carabinieri”, esordisce l'uomo nel filmato registrato col cellulare. “Oltretutto ho anche bevuto”, precisa, prima di continuare: “Ho tirato fuori l'asso nella manica. Ho abbassato il finestrino, mi hanno detto: 'Dove sta andando?', e ho fatto così, guarda: 'Sono appena tornato da un turno di 20 ore in ospedale, sono un infermiere'. Mi hanno guardato, mi hanno fatto il saluto militare, e mi hanno detto: 'Vada, vada pure. E grazie per quello che fa per questa nazione. Lei è un grande'”. E giù risate.

Il video si è naturalmente diffuso in fretta, ed ha scatenato un putiferio. In tanti si sono scagliati contro il giovane, vittima di un autentico massacro mediatico. Proprio per questa ragione, l'autore del filmato ha voluto dare delle spiegazioni in merito, pubblicando un video di scuse. “Buongiorno, penso che mi conoscete. Ci ho pensato un giorno e mezzo prima di pubblicare questo video”, afferma, come riportato da “PrimaMilanoOvest”. “La premessa è: chiedo scusa a tutte le forze dell’ordine, dal primo all’ultimo, e a tutti quei medici, infermieri, protezione civile e tutti quelli che in questo momento stanno rischiando la vita per l’emergenza. Ora voglio raccontare in breve cosa è successo. Mentre tornavo a casa ho fatto un video di 47 secondi. Al di là di questo non ho preso in giro nessuno, se qualcuno si è sentito offeso chiedo scusa ancora ma non era fatto assolutamente per offendere. Finito il video l’ho inoltrato a cinque pseudo-amici, pseudo-amici perché uno di questi l’ha inoltrato a qualche altro suo amico e il video è finito in mano alle forze dell’ordine. Il video è sbagliato, ho sbagliato a dire quello che ho detto, ho sbagliato a fare quello che ho fatto, ma era stato fatto in modo scherzoso tra amici. Uno: il video non l’ho pubblicato io, questa è la cosa principale. Due: non sono stato fermato da nessuno. Non ho avuto nessuna denuncia, nessuna sanzione perché nessuno mi ha fermato. È un video che ho fatto io. Ok? Sono stato chiamato dai carabinieri, che hanno fatto i loro controlli e infatti mi hanno detto di non preoccuparmi perché avevano visto che non ero stato fermato assolutamente da nessuno”. Nonostante ciò, è arrivata la dura condanna dell'amministrazione comunale di Turbigo, indignata per quella che rimane comunque una conclamata mancanza di rispetto.