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Cucina

S. Pellegrino Sapori Ticino. Gran finale per 20 anni gourmet

Oltre 400 serate, più di 600 stelle Michelin e 5′800 punti GaultMillau: ecco la manifestazione che ha cambiato il modo di raccontare il territorio dalla tavola

Location e chef A sinistra Villa Principe Leopoldo (sopra) e Villa Castagnola, due delle sedi per il viaggio con gli chef svizzeri protagonisti di SPST 2026

Ci sono storie che si possono raccontare attraverso i numeri. E quella di S.Pellegrino Sapori Ticino è una di queste: oltre 400 serate stellate, più di 600 stelle Michelin e oltre 5′800 punti GaultMillau collezionati in vent’anni. Numeri importanti, certo, ma che da soli non spiegano il peso che il Festival ha avuto nel trasformare la gastronomia in uno degli strumenti più efficaci per raccontare un territorio.

Perché la vera storia di S.Pellegrino Sapori Ticino è quella di un’idea nata quasi per caso e diventata una piattaforma internazionale capace di mettere allo stesso tavolo chef, alberghi, produttori, istituzioni e appassionati. Un viaggio cominciato in Ticino, passato attraverso cucine e culture di tutto il mondo e che oggi, nel ventesimo anniversario, torna simbolicamente a casa. La nuova edizione sarà infatti dedicata alla Svizzera e ai suoi chef, chiamati a rappresentare un Paese la cui cucina ha conosciuto una trasformazione profonda. Da espressione regionale a realtà moderna, creativa e internazionale, attenta alla sostenibilità e alla valorizzazione delle materie prime. Una crescita che ha radici molto più antiche. Già agli inizi del Rinascimento un cuoco ticinese, Martino de Rossi, originario della Valle di Blenio e considerato il primo cuoco moderno della storia, contribuiva a costruire una nuova idea di cucina. Oggi quella tradizione vive attraverso una generazione di chef capaci di reinterpretare il patrimonio gastronomico nazionale con linguaggi contemporanei. Lo confermano anche i numeri della ristorazione svizzera: i ristoranti stellati sono passati dagli 84 del 2010 ai 145 del 2025, mentre GaultMillau recensisce oggi 880 locali nel Paese. La cucina, nel frattempo, è diventata sempre più un motivo per viaggiare. Il turista non cerca soltanto un luogo da visitare, ma un’esperienza da vivere, assaggiare e ricordare.

È proprio su questo principio che Dany Stauffacher ha costruito il Festival. Nel 2007, quando fondò l’agenzia Sapori Ticino, l’obiettivo era portare in Ticino il meglio dell’enogastronomia internazionale e farne uno strumento di promozione turistica. «Non immaginavo di arrivare sin qui», ammette oggi. Allora le stelle Michelin non erano ancora diventate uno degli elementi decisivi nella scelta di una destinazione e la ricchezza gastronomica ticinese era conosciuta molto meno di quanto lo sia oggi. Da quella scommessa è nato un percorso capace di superare i confini cantonali e nazionali. «S.Pellegrino Sapori Ticino ha saputo creare valore non solo per il settore enogastronomico, ma per l’intera destinazione turistica», sottolinea Angelo Trotta, direttore di Ticino Turismo, ricordando come il Festival abbia contribuito a far conoscere l’eccellenza gastronomica ticinese ben oltre i confini regionali. Il ventesimo anniversario sarà dunque una celebrazione, ma anche una sorta di fotografia dello stato di salute della gastronomia svizzera. A partire da metà settembre saranno undici gli chef protagonisti delle serate, per un totale di 32 stelle Michelin e 558 punti GaultMillau. Tra i nomi annunciati figurano Tanja Grandits, Stefan Heilemann, Marcel Koolen, Reto Brändli, Kevin Fernandez, Franck Giovannini, Stéphane Décotterd, Pascal Steffen, Paolo Rota, Gilles Varone e Silvio Germann. Le loro cucine incontreranno quelle dei colleghi ticinesi in una serie di appuntamenti ospitati negli alberghi e nei ristoranti più rappresentativi del Cantone. Lugano, Ascona, Locarno, Melide, Morcote e altri luoghi del territorio diventeranno così altrettanti palcoscenici di un racconto che unisce alta cucina, ospitalità e paesaggio.

Il Grand Opening all’Hotel Splendide Royal di Lugano aprirà il Festival, mentre il tradizionale Final Party alla Romantica Boutique Hotel di Melide ne segnerà la conclusione. Ma il Ticino gastronomico tornerà anche oltre Gottardo: il 13 ottobre all’EHL di Losanna e il 27 ottobre al Grand Hotel du Lac di Vevey saranno infatti protagonisti alcuni dei migliori chef ticinesi, accompagnati dalle eccellenze enologiche del territorio.

Dopo vent’anni, il format di S.Pellegrino Sapori Ticino così come lo si è conosciuto finora concluderà il proprio ciclo. Non è, però, una chiusura definitiva. «Più che una conclusione, sarà l’inizio di un nuovo capitolo», spiega Stauffacher. Il Festival sceglie di guardarsi allo specchio. E scopre che la piccola scommessa nata nel 2007 ha contribuito a costruire una consapevolezza nuova: che la cucina non è solo ciò che arriva nel piatto, ma un modo potente per raccontare chi siamo. Il sipario sul vecchio format si chiuderà con 20 anni di storia alle spalle. Ma la tavola, quella, resterà apparecchiata.

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