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Cucina

Bere meno, bere meglio. L’evoluzione dei wine bar

I locali cittadini si adeguano ai nuovi stili di vita più salutisti: selezioni attente, stile da club, dispenser, degustazioni cieche. E anche i “NoLo”

Reverso

C’è qualcosa di nuovo nel mondo dei wine bar milanesi. La crisi strutturale del consumo di vino, tra salute, stili di vita e paura di perdere la patente, ha spinto molti locali specializzati in città a cambiare le regole del gioco, puntando forte sul «meno e meglio»: format innovativi, cambi di paradigma, locali coinvolgenti e avvolgenti. Vediamo le principali novità.

Reverso Milano

Ha aperto pochi mesi fa in via Savona 17 e propone dei dispenser intelligenti nei quali ruotano cento vini per tutti i gusti e le tasche. Il cliente si serve da solo e crea un percorso di degustazione personale servendosi di una tessera a scalare, ma può anche avvalersi dell’aiuto di sommelier in carne e ossa. Ambiente elegante, c’è anche un’ottima cucina.

Arcane Wines

Fabio Cagnetti ha una sua idea precisa di come va servito e valorizzato il vino. Parte da una collezione personale di etichette implementata da scoperte più recenti per un totale di 1.700 etichette che ruotano in una carta settimanale di 13 vini in mescita e in una carta mensile di 78 referenze che non si ripetono. Tanto Riesling, tanta Borgogna e grandi etichette a prezzi ragionevoli. Via Cerano, 15.

Noloteca

Non c’entra il quartiere attorno a via Padova. Qui siamo in via Porro Lambertenghi 20 in zona Isola e NoLo sono i vini «no» e «low alcohol». Questo delizioso e minuscolo locale aperto da Mirco Cecchi, fotografo, e Claudia Bellante, giornalista, propone vini dealcolati, birre, kombucha, sparkling tea e i cosiddetti «proxy wines». Ci si serve da soli dai frigoriferi e magari si sfoglia uno dei libri in consultazione.

La Cieca Enoteca

In via Vittadini 6 un piccolo locale che oltre che per la sua selezione coraggiosa e insolita e per la cucina essenziale (anche nelle quantità servite) si dintingue per il fatto di proporre un servizio «alla cieca»: vini versati in calice nero e senza indicazione di vitigno, provenienza, annata. Una sfida per wine lover.

Atypique

In via Volta 10 un locale molto orientato sui vini artigianali e naturali (ma senza dogmi) che fa del mood rilassato il suo punto forte. Ottimo assortimento di etichette e un notevole contributo della cucina, che spicca per alcuni ottimi burger. Nella bella stagione si tracima per strada.

El Büscia

Un locale che nasce dalla passione del titolare, Massimiliano Balestreri, per «el vin che el büscia», il vino frizzante. Ci sono soltanto etichette di bollicine da ogni parte del mondo, dagli Champagne ai territori meno consueti. Da mangiare poche cose ma sublimi: grandi salumi, sottoli, tartare, In viale Beatrice d’Este 48.

Remedy

In via Morelli un locale che vuole essere un «rimedio» alle ansie quotidiane, un club inclusivo per appassionati di vini ma anche per curiosi, con 6mila etichette (e 18mila bottiglie) frutto della selezione personale durata anni dei tre soci, con occhio attento alla Champagne, alla Borgogna e al meglio dell’Italia. Grandioso l’assortimento di distillati, piccoli «bites» da mangiare al servizio del bere, atmosfera discreta e sofisticata.

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