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Difesa

Berlino accelera sulla difesa: cosa sappiamo della sua nuova forza missilistica

La Bundeswehr punta su una nuova capacità di long-range fires con Typhon e Tomahawk, aumentando profondità d’ingaggio, mobilità tattica e capacità di deterrenza convenzionale.

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La Germania si appresta ad imprimere un’ulteriore accelerazione alla riconfigurazione della propria postura strategica, attraverso l’acquisizione di una capacità terrestre di deterrenza convenzionale a lungo raggio. Il Ministero federale della Difesa ha quantificato in circa 3,4 miliardi di euro il fabbisogno finanziario preliminare per l’acquisizione dagli Stati Uniti dei missili da crociera Tomahawk e dei sistemi mobili di lancio Typhon. La previsione dovrà essere recepita nel processo di formazione del bilancio federale 2027 e rimane pertanto suscettibile di variazioni fino alla conclusione dell’iter autorizzativo e contrattuale.

Cosa sappiamo

Il Typhon, classificato dall’esercito statunitense come Strategic Mid-Range Fires System, costituisce una piattaforma terrestre mobile concepita per assicurare capacità di fuoco a distanza strategica. L’integrazione del Tomahawk, la cui gittata è indicata nell’ordine dei 2.500 chilometri, consentirebbe alla Bundeswehr di colmare una significativa lacuna nella componente terrestre del proprio dispositivo di long-range precision strike, introducendo un vettore capace d’ingaggiare obiettivi situati in profondità rispetto all’area di schieramento.

Il percorso politico-strategico ha conosciuto una progressiva evoluzione. Nel 2024 Washington e Berlino avevano concordato il futuro dispiegamento sul territorio tedesco di sistemi statunitensi a lunga gittata, mantenendone il controllo operativo in ambito americano. Nel 2025 la Germania ha successivamente orientato la propria pianificazione verso l’acquisizione diretta di Typhon e Tomahawk. Il passaggio politico è maturato nel luglio 2026, a margine del vertice NATO di Ankara, con un’intesa di principio tra Washington e Berlino. L’entrata in servizio è attualmente prospettata entro la fine del decennio, subordinatamente al completamento delle procedure di acquisizione.

La dimensione industriale della scelta tedesca

La partita non si esaurisce nella componente militare. Berlino mira infatti ad associare alla commessa una più ampia proiezione industriale e tecnologica europea, attraverso il possibile coinvolgimento delle proprie imprese nella catena di approvvigionamento, nelle attività manutentive e nel sostegno logistico. Non risulta tuttavia ancora definito un modello di co-produzione, né una ripartizione formale delle responsabilità industriali tra le aziende statunitensi ed europee.

Il principale elemento negoziale riguarda il delicato equilibrio tra partecipazione industriale europea e sovranità tecnologica statunitense. Washington manterrebbe il controllo sulle tecnologie sensibili e sulla proprietà intellettuale, delimitando il perimetro entro il quale le industrie tedesche potrebbero intervenire. Per Berlino, l’obiettivo sarebbe sviluppare una maggiore capacità nazionale di sostenimento del sistema durante il ciclo operativo, riducendo al contempo la dipendenza da filiere esterne per le attività non soggette a restrizioni.

La questione assume ulteriore rilevanza in un contesto caratterizzato dall’espansione simultanea della domanda di armamenti negli Stati Uniti e in Europa. L’aumento degli ordinativi per sistemi missilistici e componentistica specializzata sta sottoponendo le filiere transatlantiche a una crescente pressione, rendendo disponibilità produttiva e tempi di consegna variabili determinanti per la concretizzazione del programma tedesco.

Il riassetto della capacità di fuoco tedesca

Il binomio Tomahawk-Typhon costituisce un tassello di una più larga riconfigurazione delle capacità tedesche di attacco di precisione. Berlino procede in parallelo, con l’ammodernamento del Taurus e con la partecipazione a programmi europei destinati allo sviluppo di sistemi missilistici di nuova generazione. Ne emerge un’impostazione articolata su più direttrici: acquisizione di capacità statunitensi mature per colmare le esigenze operative, consolidamento delle piattaforme già disponibili e sviluppo progressivo di alternative industriali europee.

L’introduzione di un sistema terrestre a lunga gittata consentirebbe alla Bundeswehr di ampliare la profondità e la diversificazione del proprio dispositivo convenzionale, affiancando alla componente aerea una capacità basata su piattaforme mobili terrestri. Sul piano della pianificazione NATO, tale evoluzione si collocherebbe nell’ambito del rafforzamento delle capacità di fuoco di precisione e della maggiore responsabilizzazione degli alleati europei nella costruzione della deterrenza convenzionale sul continente.

Secondo gli analisti la realizzazione del programma resta tuttavia subordinata a una serie di passaggi: approvazione delle risorse finanziarie, definizione dell’accordo con Washington, autorizzazioni all’esportazione, disponibilità industriale e successiva integrazione operativa nella Bundeswehr. I circa 3,4 miliardi di euro rappresenterebbero quindi un fabbisogno finanziario di pianificazione e non costituiscono, allo stato attuale, il valore definitivo di un contratto di acquisizione

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