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Difesa

Gittata di oltre mille chilometri: cosa sappiamo del nuovo missile Usa

Washington punta a estendere oltre i 1.000 km le capacità di attacco terrestre di precisione, integrando il PrSM Increment 4 nella propria architettura operativa per gli scenari di interdizione e negazione d’area.

Missile increment Usa

L’Esercito degli Stati Uniti ha avviato una nuova fase del programma Precision Strike Missile (PrSM) Increment 4, destinata a estendere oltre la soglia dei 1.000 chilometri la capacità di ingaggio terrestre a lungo raggio. Il 29 settembre 2026 sono stati sottoscritti cinque accordi di tipo Other Transaction Authority (OTA) con Anduril, Castelion, Lockheed Martin Missiles and Fire Control, Mach Industries e RTX per la realizzazione di altrettanti prototipi. Il requisito prevede l’impiego del sistema di lancio M142 High Mobility Artillery Rocket System (HIMARS) e la capacità di colpire bersagli terrestri rilocabili e obiettivi marittimi in movimento. La nuova configurazione s’inserisce nell’evoluzione delle capacità di precision fires statunitensi e amplia progressivamente la profondità operativa delle forze terrestri, con particolare attenzione agli scenari caratterizzati da sistemi di interdizione e negazione dell’accesso.

La competizione industriale per il PrSM Increment 4

La procedura adottata dal Dipartimento della Difesa statunitense prevede una competizione articolata in più fasi. Nel corso dell’anno fiscale 2027 i cinque programmi dovranno raggiungere un livello di maturità sufficiente per essere sottoposti a una valutazione comparativa in volo, il cosiddetto competitive fly-off, cui seguirà una selezione dei progetti ritenuti idonei a proseguire. Nel 2028 è previsto un ulteriore ciclo di prove, al termine del quale le soluzioni tecnicamente mature potranno accedere a successivi accordi contrattuali e alla fase finale della competizione. Il requisito fondamentale comprende una gittata pari o superiore a 1.000 chilometri, compatibilità con HIMARS e capacità di ingaggio di piattaforme marittime mobili e bersagli terrestri rilocabili. La scelta dell’architettura OTA consente all’Esercito di sviluppare simultaneamente più soluzioni tecnologiche, rinviando la selezione definitiva a una fase successiva della sperimentazione.

Dall’Increment 1 all’Increment 4: l’evoluzione della capacità di attacco a distanza

Il PrSM costituisce il successore dell’ATACMS e viene sviluppato attraverso incrementi successivi destinati ad ampliare progressivamente gittata, capacità di acquisizione e tipologia dei bersagli. La prima configurazione operativa è entrata nella fase di produzione e dispiegamento dopo il conseguimento del Milestone C nel 2025. L’Increment 2 introduce invece una capacità d’ingaggio contro bersagli mobili, compresi obiettivi navali, attraverso un sistema di ricerca multimodale. Il 21 settembre 2026 l’Esercito statunitense ha assegnato a Lockheed Martin un contratto IDIQ del valore massimo di 1,2 miliardi di dollari per la produzione iniziale e gli ordini successivi dell’Increment 2, dopo una campagna di prove che ha incluso l’impiego contro bersagli marittimi in movimento. L’Increment 4 procede su un piano differente: l’obiettivo dichiarato è portare la portata operativa oltre i 1.000 chilometri, raddoppiando sostanzialmente la profondità prevista per le versioni attualmente sviluppate. La compatibilità con HIMARS mantiene inoltre il requisito di elevata mobilità tattica, consentendo di associare capacità di fuoco a lungo raggio e dispersione delle unità terrestri.

Lo scenario operativo e l’impiego del PrSM nel 2026

Lo sviluppo dell’Increment 4 si colloca in uno scenario nel quale il PrSM ha già assunto una dimensione operativa. Nel marzo 2026 fonti statunitensi hanno confermato l’impiego del sistema contro obiettivi iraniani durante l’operazione denominata Epic Fury; l’uso in combattimento è stato successivamente riportato anche da fonti specializzate nel controllo degli armamenti. Prima dell’impiego, il sistema era stato sperimentato in configurazione antinave durante l’esercitazione Valiant Shield 2024 a Palau, dove due PrSM furono lanciati contro un bersaglio marittimo nell’ambito di un’esercitazione a fuoco reale. In parallelo, è necessario distinguere tali elementi documentati dalle ricostruzioni relative all’episodio di Lamerd del 28 febbraio 2026: CENTCOM ha dichiarato il 31 marzo che le forze statunitensi non avevano condotto attacchi nella città iraniana né entro un raggio di 30 miglia e ha contestato l’identificazione del vettore mostrato nelle immagini diffuse pubblicamente. Di conseguenza, l’attribuzione di quell’episodio a un PrSM non può essere presentata come un fatto accertato sulla base delle informazioni ufficiali disponibili.

Nel quadro più ampio della modernizzazione delle forze terrestri statunitensi, l’Increment 4 rappresenta quindi una fase ancora sperimentale, nella quale la priorità è verificare simultaneamente portata, acquisizione del bersaglio, interoperabilità con le piattaforme di lancio e capacità d’ingaggio contro obiettivi mobili. La conclusione della competizione prevista tra il 2027 e il 2028 determinerà quali architetture potranno passare dalla prototipazione alla successiva fase di sviluppo e produzione.

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