Anche se qualcuno in giro per l’Europa cerca in tutti i modi di sminuirla e prova a ridurla solo a uno spauracchio o peggio ancora la ignora e la deride, non solo esiste ma è un problema maledettamente serio. È l’allarme per la guerra ibrida nel Vecchio Continente, Italia compresa, che continua a farsi sempre più forte e pericoloso di giorno in giorno. Tra sabotaggi, provocazioni, droni sparsi qua e là, ecco spuntare il rischio di attentati mirati e omicidi di soggetti «ostili». A muovere i fili la Russia, principale protagonista e colpevole di una nuova forma di guerra che trascende quella che siamo abituati a conoscere. Mentre l’ultimo e inquietante allarme arriva non da un nemico dichiarato come l’Ucraina o da qualcuno che teme l’espansione di Mosca come i Paesi baltici e quelli del fianco Est dell’alleanza ma dall’autorevole Federal Bureau of Investigation americana, ovvero l’Fbi.
Secondo l’agenzia, la Russia starebbe ampliando la propria attività bellica non convenzionale al punto che i servizi segreti di Mosca starebbero pianificando omicidi mirati negli Stati Uniti e nei Paesi europei che sostengono direttamente o indirettamente l’Ucraina. Non solo un sospetto: i federali americani hanno già incriminato cinque persone, tuttora ricercate, smantellando una rete riconducibile ai servizi di intelligence russi che secondo quanto filtra avrebbe pagato, o tentato di pagare, persone negli Stati Uniti e in altri Paesi per sorvegliare «obiettivi» con la volontà precisa di ucciderli in un secondo momento. Non solo. Alcune di queste persone reclutate sarebbero state pronte a compiere atti di terrorismo contro infrastrutture civili e militari in Paesi europei considerati vicini all’Ucraina. Il responsabile dell’ufficio della Grande Mela James C. Barnacle Jr., ha spiegato che l’Fbi è riuscita a sventare i piani mentre membri dei servizi di intelligence russi «cospiravano per intimidire, minacciare o uccidere persone sul territorio degli Stati Uniti e in tutto il mondo». Darren B. Cox, dell’FBI di Washington, ha parlato dello «straordinario lavoro di numerosi uffici territoriali, divisioni e agenzie partner», per quello che sembra a tutti gli effetti uno scenario da film. Anche perché secondo quanto comunicato dall’Fbi, l’allerta non è dell’altro ieri ma è almeno dal 2024 che l’operazione russa è stata messa in piedi. È emerso per esempio che la rete avrebbe reclutato una persona residente negli Stati Uniti perché sorvegliasse un importante dissidente russo che si riteneva vivesse negli Usa con la promessa di pagamenti di 1.000 e 1.500 dollari, che sarebbero arrivati fino a 40mila per l’omicidio che il reclutato ha però, alla fine, rifiutato.
«Finché non avremo sentito e visto prove anche minimamente convincenti e argomentazioni basate su qualcosa di concreto, non riteniamo necessario commentare queste notizie», ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov che, come da copione visto e rivisto, nega sempre e comunque qualunque possibile coinvolgimento russo. Ma tra un attacco, un sabotaggio e una minaccia, il rischio di guerra ibrida non può più essere ignorato. E quanto scoperto dall’Fbi alza il velo su un nuovo inquietante pericolo.
