La Cina sta accompagnando il suo rafforzamento militare implementando una struttura meno visibile rispetto a navi, caccia o missili, ma considerata essenziale per la sicurezza nazionale. Stiamo parlando di una rete di radar a lungo raggio progettata per individuare minacce prima che possano raggiungere il territorio cinese. Questi sistemi, basati principalmente sulla tecnologia phased-array, rappresentano gli occhi elettronici dell’apparato di difesa di Pechino. Sono in grado di controllare vaste aree dello spazio aereo del Dragone, rilevare il lancio di missili balistici, seguire oggetti in orbita e fornire dati alle forze incaricate della risposta. La Cina ha iniziato a sviluppare queste capacità già dagli anni ‘70, inserendole nei programmi di modernizzazione dell’Esercito popolare di liberazione cinese (PLA). Oggi i radar di allerta precoce sono diventati una componente centrale della strategia cinese. Ecco che cosa sappiamo.
La rete cinese dei radar di allerta precoce
A cosa servono questi radar? Non solo a reagire a un attacco, ma soprattutto a guadagnare tempo, raccogliere informazioni e aumentare il livello di deterrenza nei confronti degli avversari. Una delle rare immagini pubbliche di questi sistemi risale al 2025, quando un video diffuso dai media statali cinesi in occasione degli auguri di Capodanno militari al presidente Xi Jinping ha mostrato da vicino una grande installazione radar della Forza aerospaziale dell’Esercito popolare di liberazione.
Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, quel filmato mostrava una struttura alta almeno sei piani con decine di antenne disposte in una configurazione ottagonale, identificata come un radar strategico phased-array attivo, capace di individuare minacce missilistiche a migliaia di chilometri di distanza. Song Zhongping, ex istruttore della PLA e commentatore militare citato dal quotidiano, ha spiegato che un apparato di questo tipo è fondamentale per ricevere un avvertimento precoce e consentire alle forze antimissile di organizzare una risposta.
Pechino può utilizzare questi radar anche contro missili ipersonici, una delle principali sfide tecnologiche della nuova competizione militare globale. Il Pentagono, nei propri rapporti sulla crescita militare cinese, ha indicato non a caso che la Cina dispone di diversi grandi radar phased-array terrestri con caratteristiche simili ai sistemi americani PAVE PAWS, utilizzati durante la Guerra fredda per individuare lanci missilistici e monitorare lo spazio.
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I dispositivi posizionati in aree strategiche
La rete cinese non è però concentrata soltanto nell’entroterra. Pare che Pechino abbia installato grandi radar phased-array nella provincia orientale dello Shandong per monitorare le attività missilistiche provenienti dalla penisola coreana e dall’area di Giappone e Corea del Sud. Le immagini satellitari analizzate negli ultimi anni mostrano infatti una struttura costruita su una montagna nella contea di Yiyuan, orientata verso nord-est, in una posizione strategica sul Mar Giallo.
Il radar sarebbe utilizzato per sorvegliare eventuali minacce provenienti da Corea del Nord, Corea del Sud e Giappone, e farebbe parte di una rete più ampia dedicata sia all’allerta missilistica sia al tracciamento spaziale.
La tecnologia phased-array consente infatti di scansionare rapidamente il cielo senza dover ruotare fisicamente l’antenna: computer e moduli elettronici dirigono i fasci radar in più direzioni contemporaneamente, aumentando velocità e precisione.
Evidenziata anche la presenza di un altro radar rivolto verso sud, probabilmente destinato al monitoraggio delle attività nei pressi di Taiwan. La disposizione di questi impianti mostra come la Cina stia costruendo una copertura sovrapposta capace di controllare diversi fronti strategici contemporaneamente.
🇨🇳China's 3,000-5,000 km class LPAR network gives Beijing a massive strategic warning advantage, tracking ballistic missiles, satellites & distant threats. 🇮🇳India's Swordfish BMD radar (~600-800 km class) is capable, but the gap in long-range detection remains a serious concern. pic.twitter.com/L24a30089o
— DEFENSE_MATRIX (@PASU_MATRIX) July 24, 2026
Gli “occhi” di Pechino nel Mar Cinese Meridionale
La suddetta rete radar cinese si è estesa anche alle aree marittime più contese, in particolare nel Mar Cinese Meridionale. Nel 2024 il think tank Chatham House ha analizzato la costruzione di un nuovo radar sull’isola di Triton, nell’arcipelago delle Paracel, territorio rivendicato anche da Vietnam e Taiwan. Il sistema sarebbe un radar contro-tecnologie stealth, progettato per migliorare la capacità cinese di individuare velivoli difficili da rilevare come quelli dotati di caratteristiche a bassa osservabilità.
La nuova installazione completerebbe una rete già presente su altre isole artificiali e avamposti militari cinesi, creando una maglia di sensori distribuiti lungo il Mar Cinese Meridionale. Nello specifico ill sistema, identificato come SIAR (Synthetic Impulse and Aperture Radar), potrebbe aumentare la capacità di sorveglianza cinese contro velivoli avanzati, anche se le sue prestazioni reali restano difficili da verificare.
A cosa punta la Cina
L’obiettivo di questa rete consiste nel ridurre gli spazi operativi delle forze rivali nella regione, costringendo eventuali avversari a muoversi dentro aree dove Pechino può integrare radar, guerra elettronica e sistemi missilistici.
La costruzione del network rappresenta dunque uno degli elementi meno conosciuti ma più importanti della trasformazione militare cinese. A differenza di portaerei e caccia di nuova generazione, i radar non hanno una presenza immediatamente visibile nello scenario internazionale, ma costituiscono la base informativa sulla quale si fondano tutte le altre capacità militari.
La Cina sta infatti investendo da decenni in questo settore con l’obiettivo di costruire una rete capillare di sorveglianza per collegare territorio nazionale, spazio aereo e mari circostanti.
