Per Israele la caccia agli stragisti del 7 ottobre non conosce tregua. E per la prima volta viene ammessa pubblicamente da Tel Aviv. Le forze di difesa israeliane (Idf) e lo Shin Bet, riporta Times of Israel, hanno infatti riconosciuto l’istituzione di un’operazione speciale affidata ad un’unità composta da personale dell’intelligence dell’Idf e del servizio di sicurezza interno volta dare la caccia e ad uccidere ogni singolo terrorista palestinese coinvolto nel massacro e nella successiva presa degli ostaggi. Lo stesso quotidiano dello Stato ebraico ha pubblicato di recente un’analisi che mostra come l’Idf negli scorsi mesi abbia intensificato le missioni contro gli individui che hanno partecipato alla strage.
Nili. Questo il nome dell’unità congiunta Idf-Shin Bet i cui ufficiali negli ultimi tre anni hanno compilato un elenco contenente i nomi di migliaia di persone responsabili delle atrocità allo scopo di identificarle, rintracciarle ed eliminarle. In precedenza anche il Wall Street Journal aveva rivelato l’esistenza di tale lista in cui sono confluiti sia gli abitanti della Striscia di Gaza che il 7 ottobre 2023 hanno attraversato il confine dell’exclave palestinese per prendere parte al massacro sia i leader di Hamas coinvolti nel pogrom.
Gli obiettivi dello Stato ebraico sarebbero stati individuati attraverso l’analisi di video e prove fotografiche postate dagli stessi terroristi durante e dopo l’attacco che portò all’uccisione di circa 1200 persone e al rapimento di 251 ostaggi. La missione, che richiama l’operazione messa in piedi da Israele negli anni Settanta per vendicare la morte degli 11 atleti dello Stato ebraico durante le Olimpiadi di Monaco, è stata ammessa a Channel 12 da alcuni ufficiali dell’unità Nili, i quali hanno spiegato chi sono gli individui presi di mira e i mezzi usati per rintracciarli e neutralizzarli.
I membri dell’unità Nili (nome che richiama un’organizzazione segreta di spie ebraiche attiva al tempo della Prima guerra mondiale) hanno sviluppato strumenti di riconoscimento facciale per l’identificazione dei loro obiettivi facendo ricorso alle riprese in stile GoPro dei terroristi. Anche strumenti più tradizionali come la raccolta di intelligence sul campo e informazioni ottenute dai palestinesi detenuti in Israele sono stati adoperati. Un ex alto ufficiale dello Shin Bet, inoltre, segnala “per completare il quadro” il contributo dell’intelligenza artificiale.
L’unità dell’Idf e dello Shin Bet sarebbe stata messa in piedi subito dopo il 7 ottobre del 2023. La missione in questione andrà avanti “sino a che non sarà ucciso l’ultimo dei terroristi, ha dichiarato un ufficiale dell’Idf quando, ad ottobre dello scorso anno, è scattato il cessate il fuoco.
Stando ai numeri resi noti da Channel 12, 2800 persone presenti nella lista dell’unità Nili sono stati uccisi, inclusi i 1200 terroristi eliminati dalle forze israeliane durante la strage del 7 ottobre. Numeri simili a quelli già riportati dal Times of Israel che sostiene che altri 300 presunti partecipanti agli attacchi siano stati catturati da Tel Aviv e siano in attesa del giudizio di tribunali militari speciali (non ancora istituiti).
