Tutti i lavoratori attendono le ferie per “staccare” dai gravosi impegni e godersi un meritato periodo di pausa. Del resto, si tratta di un loro diritto sancito dalla Costituzione (art.36, comma 3). Lo stesso diritto compare poi anche nel diritto del lavoro e negli stessi contratti di lavoro che vengono stipulati. Basti pensare che vengono considerati nulli e non validi quegli accordi in cui il lavoratore rinuncia volontariamente alle ferie.
Eppure ci sono dei casi in cui il datore di lavoro può richiamare il lavoratore che si trova in ferie. E bisogna stare attenti a opporre un rifiuto, perché c’è addirittura rischio di licenziamento.
In quali casi, dunque, il lavoratore che si trova in vacanza può essere richiamato in servizio? Per prima cosa, è bene precisare che un datore di lavoro non ha facoltà di arbitrariamente obbligare un dipendente a tornare sul posto di lavoro, interrompendo il periodo di ferie. Ci sono delle circostanze precise.
Tutto dipende dagli eventuali obblighi di reperibilità previsti dal contratto collettivo. Possono poi esserci anche degli accordi presi individualmente in sede di contratto.
In sostanza, un datore di lavoro non può revocare le ferie per una semplice dimenticanza organizzativa o altre ragioni arbitrarie. Il richiamo viene considerato legittimo soltanto quando vengono riconosciute ragioni straordinarie, urgenti e imprevedibili. Inoltre, come abbiamo visto, i giorni di riposo possono essere interrotti soltanto quando ciò è previsto dal CCNL. La reperibilità durante le ferie viene considerata legittima soltanto nei casi in cui vengono comunque rispettate le esigenze di riposo e di vita privata del lavoratore. Non solo, devono essere garantiti dei limiti temporali e deve essere prevista un’indennità aggiuntiva al pagamento dovuto per le ore di lavoro svolto. Il datore di lavoro, inoltre, è tenuto a rispettare il sistema di turnazione della reperibilità, a non pretendere tempistiche irrealizzabili e a riconoscere un rimborso per eventuali costi necessari al rientro anticipato dalle ferie.
Posto ciò, se vengono rispettate tutte queste condizioni, allora l’obbligo di reperibilità viene effettivamente riconosciuto. In questo caso, se il datore di lavoro chiama, il lavoratore è tenuto a presentarsi sul posto di lavoro. In caso contrario, scatta l’assenza ingiustificata che può portare anche a provvedimenti disciplinari severi.
Ecco, quindi, quali sono le circostanze in cui un lavoratore può essere richiamato dalle ferie. Da tenere presente, inoltre, che il lavoratore ha diritto a recuperare i giorni di vacanza non godute entro l’anno. Oppure dovrà ricevere un risarcimento superiore al danno.
Ovviamente ci sono anche casi in cui un lavoratore può rifiutarsi di tornare al lavoro, pur avendo la reperibilità, ma si tratta di circostanze eccezionali che devono essere dimostrate.
