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Ferretti, si presenta Anastassov: "Nessun rischio Golden Power"

Ferretti, si presenta Anastassov: "Nessun rischio Golden Power"
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"Ancora domande, please". Stassi Anastassov (in foto), nuovo ceo di Ferretti Group indicato dagli azionisti di maggioranza cinesi di Weichai, arriva al suo primo incontro con la stampa finanziaria italiana con la chiara volontà di non sottrarsi al fuoco di fila che lo attende sul futuro della multinazionale leader della nautica di lusso. Si comincia dal Golden Power invocato da soci di minoranza di Kkcg. "Dobbiamo distinguere tra una certa narrazione confusa e i fatti", esordisce il top manager di origini bulgare, cercando di disinnescare le tensioni. "La nostra divisione difesa è stata chiusa nel 2024, molto prima del mio arrivo, con parere unanime e per motivi commerciali. Quindi oggi non stiamo vendendo attivamente nulla di sensibile. Al momento non abbiamo ricevuto alcun accertamento sul Golden Power, ma se ci fosse lo accoglieremmo con favore perché finalmente potremmo lasciarci questa discussione alle spalle".

Le priorità, dice Anastassov, sono altre: "Voglio rendere più forti i nostri marchi e conservare l'anima italiana di Ferretti. Avere una struttura proprietaria dove quasi il 40% è cinese, non rende affatto l'azienda meno italiana". Gli obiettivi del top manager di origini bulgare sono altrettanto espliciti: "Un margine più alto, una crescita scalabile e profittevole. Voglio portare la società oltre 2 miliardi di ricavi. Per vincere servono più investimenti".

Il focus è anche sulla crescita negli Usa: "Valgono il 20% del fatturato, penso si possa crescere". Inevitabile, arriva la domanda sul possibile interesse per l'acquisizione di The Italian Sea Group.

"Comprerei qualunque cosa aiuti Ferretti a diventare migliore. Ma a oggi non abbiamo incontrato nessuno, non abbiamo mandato alcuna manifestazione d'interesse né fatto alcuna valutazione interna". Nel futuro si vedrà. Intanto, mister Anastassov ha impostato la rotta.

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