Che non ci siano più i gentiluomini di una volta, è oramai chiaro. Però Brian Devine agli inglesi questo proprio non lo doveva fare: 38 anni, è il protagonista dello scandalo soprannominato “Clicky Ponting” che sta scuotendo il cricket dilettantistico inglese. Il giocatore del Saltburn Cricket Club è al centro di un’indagine della North Yorkshire and South Durham League dopo la diffusione di alcuni video che sembrano mostrare un metodo sistematico per ingannare gli arbitri. Insomma beccato dal VAR (postumo) durante una partita di campionato contro il Norton CC, quando è stato ripreso mentre schioccava le dita proprio nel momento in cui la palla passava vicino alla mazza del battitore. Devine, piazzato dietro ai “wicked” per ricevere il lancio, avrebbe simulato il contatto tra palla e mazza dell’avversario, inducendo l’arbitro ad assegnare il battitore eliminato per presa del wicketkeeper. Il giocatore, convinto di non aver toccato la palla, ha protestato inutilmente. Con uno schiocco di dita è venuto giù il proverbiale fairplay britannico.
Dopo la pubblicazione del filmato si è andati a scavare, e altri video di partite precedenti hanno mostrato episodi simili. Le statistiche disponibili sul portale Play Cricket, che pubblica scorecard e dirette streaming, hanno alimentato ulteriormente i sospetti: nelle 13 partite disputate da Saltburn con Devine in squadra nel 2026, il “wicketkeeper” ha effettuato ben 39 prese, contro appena 5 nelle sette gare in cui Devine era assente. Il giornalista Piers Morgan ha definito l’episodio “uno scandalo vergognoso”, sostenendo che simili comportamenti andrebbero avanti da anni. Ed anche altri giocatori hanno raccontato esperienze analoghe: Rory Cotterill, capitano della seconda squadra del Middlesbrough CC, ha accusato Saltburn di aver “derubato” due giovani battitori di 15 e 16 anni durante una partita persa dalla sua squadra per appena 29 punti.
Insomma: la lega ha confermato di aver ricevuto un reclamo formale e ha avviato un’indagine disciplinare, senza rilasciare ulteriori dichiarazioni fino alla conclusione dell’inchiesta. Devine, che ha perso le 1000 sterline di sponsorizzazione del ristorante indiano della zona (“sono scioccato e disgustato” ha detto il proprietario), come in ogni tragicommedia che si rispetti è stato difeso solo dalla suocera. Che dopo averlo definito “un uomo integro” ha però aggravato la situazione sostenendo che in fondo si trattava “soltanto di una partita di cricket di paese”. Il risultato sarà una squalifica che si annuncia pesante perché non si scherza con il cricket. Soprattutto se comincia a somigliare al calcio.
