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Retrogusto

Allegrini, la Valpolicella è una questione di famiglia

L’azienda fondata da Giovanni e oggi condotta dai nipoti Francesco (presidente), Matteo, Giovanni e Silvia, è tra le più importanti del territorio veronese e non punta su un’etichetta simbolo ma piuttosto su un progetto complessivo che tiene assieme vigneti, vini, storia e territorio in un’unica visione. Tra i vigneti storici La Grola, La Poja e Fieramonte

Allegrini

Ci sono aziende che costruiscono la propria reputazione su un’etichetta simbolo. Allegrini, invece, ha sviluppato negli anni un progetto che tiene insieme vigneti, vini e territorio in un’unica visione. La storica famiglia della Valpolicella continua a identificarsi con i grandi rossi della denominazione, ma negli ultimi anni ha ampliato il proprio orizzonte, investendo nel Lugana, sviluppando una produzione di olio extravergine e rafforzando il proprio impegno sul fronte della sostenibilità.

Allegrini è nata negli anni Sessanta dalla visione di Giovanni, un rampollo di una storica famiglia produttrice di vino che però fu tra i primissimi produttori della Valpolicella a puntare forte sulla qualità e non sulla quantità. La sua opera è stata proseguita dai figli Franco e Walter e oggi l’azienda è guidata dai quattro nipoti di Giovanni: Francesco, presidente e ceo, Matteo e Giovanni, figli di Franco Allegrini, e Silvia, figlia di Walter. Oggi Allegrini conta su 100 ettari vitati in totale, e produce 2,2 milioni di bottiglie l’anno. Ha 50 dipendenti, esporta in 80 Paesi in tutto il mondo e ha un fatturato di 18 milioni l’anno.

La famiglia Allegrini
La famiglia Allegrini

Il cuore dell’azienda resta la Valpolicella Classica, dove ogni vigneto racconta una diversa espressione del territorio. La Grola è il luogo simbolo della rivoluzione avviata da Giovanni Allegrini alla fine degli anni Settanta: una collina dal microclima privilegiato, caratterizzata da terreni argilloso-calcarei poveri e ricchi di scheletro, dove furono introdotte innovazioni allora pionieristiche come il sistema di allevamento Guyot.

Poco distante si trova La Poja, piccolo cru di circa tre ettari dedicato esclusivamente alla Corvina, considerato uno dei vigneti più prestigiosi della tenuta. La forte componente calcarea del terreno e l’inerbimento naturale favoriscono maturazioni equilibrate e conferiscono al vino eleganza e profondità.

Tra i vigneti storici spicca anche Fieramonte, sulle colline di Mazzurega, da cui proviene l’Amarone della Valpolicella Classico Riserva. È qui che vengono selezionati i grappoli destinati al vino di punta della cantina, il primo Amarone della storia a ottenere i 100 punti di Decantere oggi presente anche nel circuito internazionale della Place de Bordeaux.

Completano il mosaico aziendale Villa Cavarena, da cui arrivano le uve per Amarone Classico e Palazzo della Torre; Monte dei Galli, principale fonte del Valpolicella Classico; e Marezzane, immerso nel Parco Naturalistico della Valpolicella, dove vengono raccolti i grappoli destinati all’appassimento per Amarone e Recioto.

Proprio da questa ricchezza di vigneti nasce una gamma che rappresenta tutte le sfumature della denominazione: dal Valpolicella Classico, vino fresco e immediato, al Valpolicella Classico Superiore, fino a Palazzo della Torre, interpretazione moderna della tecnica del doppio appassimento. Salendo di intensità si incontrano il Grola, il Recioto Giovanni Allegrini, l’Amarone della Valpolicella Classico, il cru La Poja e il Fieramonte Amarone della Valpolicella Classico Riserva. Accanto ai rossi trovano spazio anche il Soave Oasi San Giacomo e il Lugana Oasi Mantellina, quest’ultimo nato dopo l’acquisizione, nel 2018, di circa 30 ettari a Pozzolengo, sulle colline moreniche del Lago di Garda, dove la Turbiana trova uno dei suoi territori d’elezione.

Villa Della Torre, Fumane, Valpolicella, Italy
Villa Della Torre, Fumane, Valpolicella, Italy (SARA MATTHEWS PHOTOGRAPHY)

L’attività dell’azienda non si limita però al vino. Dal 2025 Francesco Allegrini firma anche O.lio A.llegrini, un extravergine ottenuto da un blend di cultivar provenienti da Valpolicella, Lago di Garda e Puglia, frutto dell’esperienza maturata nel settore oleario e pensato come ulteriore espressione dell’identità della famiglia. A completare la proposta c’è anche la Grappa di Amarone della Valpolicella, ricavata dalle vinacce dell’Amarone. C’è poi Allegrini Wine Distribution, il progetto più recente, che commercializza in Italia un portfolio di produttori delle più importanti regioni vitivinicole francesi (Borgogna, Champagne) e del Nuovo Mondo. E c’è, anzi ci sarà, il nuovo polo produttivo di Tenuta Merigo a Fumane, in via di realizzazione.

Parallelamente cresce l’attenzione alla sostenibilità. Allegrini ha fatto della viticoltura di collina uno degli elementi distintivi della propria filosofia produttiva, valorizzando biodiversità e tutela del paesaggio. L’azienda è certificata Equalitas, aderisce al protocollo Biodiversity Friend con un progetto dedicato alla salvaguardia degli insetti impollinatori attraverso quindici arnie distribuite nei vigneti e porta avanti pratiche agronomiche orientate alla riduzione dell’impatto ambientale, dal controllo naturale dei parassiti al risparmio idrico. Un approccio che accompagna oggi ogni fase della produzione e conferma come il rapporto con il territorio rappresenti ancora il fondamento della visione di Allegrini.

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