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"L'Europa deve recuperare terreno utilizzando l'intelligenza artificiale"

Pignataro: "La rapidità è un fattore determinante"

"L'Europa deve recuperare terreno utilizzando l'intelligenza artificiale"
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Andrea Pignataro (in foto) guarda all'intelligenza artificiale con un approccio pragmatico e, soprattutto, europeo. Intervenendo al FII Priority Europe di Roma, il fondatore di Ion Group ha indicato una strada precisa per recuperare il ritardo accumulato dall'Europa rispetto agli Stati Uniti: non inseguire necessariamente la leadership nell'invenzione delle tecnologie di frontiera, ma diventare il continente più rapido nell'adottarle e trasformarle in produttività.

La diagnosi di partenza è netta. Richiamando le conclusioni del rapporto Draghi, Pignataro ha osservato che il divario di crescita tra Europa e Usa è "quasi interamente un divario di produttività" e che, a sua volta, il divario di produttività è essenzialmente "un divario tecnologico". Non si tratta di una questione di minore impegno o di scarsità di risparmio. Anzi, l'Europa investe una quota di Pil superiore a quella americana ma ottiene risultati inferiori in termini di crescita. Il problema, secondo l'imprenditore, è la capacità di trasformare gli investimenti in innovazione diffusa.

Da qui la sua tesi centrale: "L'Europa non deve vincere la corsa a inventare la frontiera dell'IA e della robotica, deve adottarla più in fretta di chiunque altro". Per Pignataro esistono infatti soltanto due modi per colmare un gap tecnologico: spostare la frontiera dell'innovazione oppure assorbirla e utilizzarla più rapidamente degli altri. E il vero collo di bottiglia europeo non sarebbe l'invenzione, ma la diffusione delle nuove tecnologie all'interno del sistema produttivo. L'IA, ha spiegato, non è soltanto una nuova tecnologia ma soprattutto uno strumento di riorganizzazione dell'impresa. In questo scenario il manager assume un ruolo nuovo, simile a quello di un venture capitalist che alloca capitale, capacità di calcolo e fiducia a piccoli team dotati di IA agentica, in grado di ripensare processi e servizi in tempi più rapidi e a costi inferiori.

Per accelerare questa trasformazione servono però politiche coerenti. "I decisori politici devono rendersi conto che la velocità è un valore strategico". Per questo Pignataro ha invocato "politiche fiscali per stimolare l'adozione rapida di nuove tecnologie", premiando i risultati concreti in termini di produttività. Ogni Paese europeo, ha sostenuto, dovrebbe introdurre incentivi capaci di favorire l'adozione effettiva dell'IA e della robotica, premiando chi raggiunge più rapidamente obiettivi verificabili.

Accanto alla leva fiscale, un ruolo decisivo spetterà anche al sistema finanziario.

Le banche, secondo Pignataro, dovranno diventare sempre più "facilitatori" e un "motore di abbinamento tra capitale privato, capitale istituzionale e le esigenze delle imprese". Una funzione che potrà contribuire a mobilitare le risorse necessarie per sostenere la nuova fase di crescita.

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