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Economia

Il rialzo morirà per mano dei tassi ma non sappiamo quando

Safilo crolla in Borsa (-25%). Si inceppa il polo del Nord est

A questo tema sono particolarmente affezionato: le Borse scenderanno perché salgono i tassi ? Non è vero, o almeno non è vero nella misura in cui il tasso di incremento degli utili va più che a compensare l’incremento del corso del denaro. Cioè se l’economia pompa e pompa alla grande non aspettatevi che i tassi siano la patologia che ammazza i rialzi. O meglio li ammazza nel lungo periodo quando arrivano alla fine per cui ci si può aspettare un lungo e piacevolissimo rialzo inframmezzato da tanti spaventi. Scartabellando tra i grafici che per professione sono costretto a guardare ogni settimana ho trovato il grafico che segue che mostra una epoca che mi è famigliare ovvero quella di quando mi sono avvicinato professionalmente per la prima volta alla borsa. Come vedete i tassi dei Treasury ovvero le obbligazioni Usa salivano ma il Nasdaq si prendeva qualche scossone e poi ripartiva: è stato solo alla fine del lungo viaggio che i tassi sono riusciti ad avere la meglio ed abbiamo avuto il ribasso 2001 – 2003.

Grafic1
Grafic1 Grafic1 (IlGiornale.it)

Tutto questo per dire una banalità: non possiamo ancora dire che le Borse scendono perché salgono i tassi, i tassi potranno salire ancora a lungo perché l’economia corre. Negli USA ormai ti viene da scappare da ridere perché mancano ad esempio i camion per le consegne e mancano i guidatori di camion, mancano le macchine negli autosaloni e quelle usare incrementano i loro prezzi di vendita, poi mancano i camerieri e mancano gli addetti alle reception e 5 milioni di americani sono andati anticipatamente in pensione durante il covid e si fa fatica a rimpiazzarli. In Italia sembra che siamo tutti impazziti: i ristoratori piazzano tavolini lungo i marciapiedi senza nessuna autorizzazione e la gente li affolla in maniera avida: i tavoli girano 3 o 4 volte in un giorno e la pizza rimane dopo le criptovalute l’articolo più redditizio del mondo. A livello globale però la liquidità si sta allocando in un modo che non favorisce certo il nostro Paese: di seguito il grafico della forza relativa del Ftse All Share rispetto ai principali indici azionari. Della serie elettrocardiogramma

Grafico2
Grafico2 Grafico2 (IlGiornale.it)

E anche la produzione industriale del nostro paese è piatta, a differenza di quella di altri paesi che invece sta volando:

Grafico3
Grafico3 Grafico3 (IlGiornale.it)

E tutto questo per dire cosa ? Che se anche il nostro grafico del Ftse All Share sembra voler aggredire i massimi del febbraio 2020 manca completamente il “respiro” del mercato (come indicato dalla linea curva sotto il grafico del Ftse All Share) e manca completamente quella benevolenza che dovrebbe avere l’economia per una prospettiva rosea di recupero. Tra un falso breakout al rialzo e una esplosione ce ne passa. Aggiungiamoci anche che siamo a metà maggio e difficilmente il detto “Sell in May and go Away” viene smentito.

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Grafico4 Grafico4 (IlGiornale.it)

Pubblico anche un grafico, per quanto io non ci creda molto, che sovrappone la curva dell’Sp500 odierna a quella di un anno fa e si può vedere come siamo alla vigilia di un ritracciamento / congestione, almeno stando a questo grafico e credendo che necessariamente il passato sia uguale al futuro e viceversa (purtroppo io ne ho dei dubbi). Siccome molti amano questo genere di similitudini posto comunque il grafico:

Grafico 5
Grafico 5 Grafico 5 (IlGiornale.it)

Ad ogni buon conto ci sono diversi titoli che stanno sgroppando al rialzo e attingiamo all’Independent Trend Index (ITI) disponibile pubblicamente su https://www.emiliotomasini.it/indicatore-iti/ per trovare qualche titolo che possa assecondare gli istinti rialzisti di molti lettori, visto che in ogni caso non è detto che molti titoli volino al rialzo anche in questa situazione strana, è chiaro che alla fine della fiera è sempre e comunque un discorso di rischio / rendimento: se compri durante un rialzo è facile guadagnare, se devi cercare l’ago nel pagliaio di un ribasso o di una congestione è un altro paio di maniche.

AZIONI EMAK: Bella curva al rialzo che tocca il paradiso e bei volumi per azioni Emak. La società, che opera nel settore dell'outdoor power equipment e delle pompe, ha chiuso il primo trimestre dell'anno con ricavi per 162,88 milioni (+38% rispetto allo stesso periodo del 2020) e un Ebitda passato da 13,92 milioni a 26,92 milioni di euro. Il management ipotizza, per il 2021, una crescita del fatturato tra il 15 e il 20%.

Grafico6
Grafico6 Grafico6 (IlGiornale.it)

AZIONI PORTOBELLO: Il grafico di azioni Portobello è la prova vivente che dopo lunghe congestioni i nuovi trend sono altrettanto lunghi. La corsa del titolo è partita a inizio marzo, quando possiamo notare l'arrivo degli investitori istituzionali che hanno comprato in massa facendo schizzare volumi e prezzi. Proprio a marzo la società ha comunicato i risultati dell'esercizio 2020, caratterizzato da ricavi e proventi per 64 milioni di euro (+39% rispetto al 2019). Secondo i vertici, l'attività continuerà a crescere anche nell'anno in corso.

Grafico 7
Grafico 7 Grafico 7 (IlGiornale.it)

AZIONI INTRED: La curva di Intred per il momento è quella più regolare, senza stravolgimenti improvvisi e sproporzionati. Si può dire che il rialzo sia iniziato a febbraio 2019 e non si sia mai interrotto. Peccato per i volumi, che invece restano bassi e non crescono. L'operatore di telecomunicazioni ha di recente comunicato i risultati del primo trimestre 2021: i ricavi, pari a 9,4 milioni di euro, sono in crescita del 10% e a livello di infrastruttura, rispetto al 31 marzo 2020, la rete in fibra ottica di proprietà è passata da 3700 km a 4000 km.

Grafico 8
Grafico 8 Grafico 8 (IlGiornale.it)

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