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Saipem nell'eolico offshore con la "fidanzata" norvegese

Intesa commerciale con il gruppo Seaway 7. Politi: "Vedremo se andare anche a nozze". Ridotte le perdite

Saipem nell'eolico offshore con la "fidanzata" norvegese

Per ora è un fidanzamento, ma che Saipem possa andare a nozze con la norvegese Seaway 7 non è nemmeno una suggestione. Anzi, l'ad Alessandro Puliti, presentando i conti 2022 e aggiornando la strategia non ha escluso novità: «Dove evolveranno i rapporti con Seaway 7 non sono in grado di dirlo, passo dopo passo vedremo dove si può arrivare». La fidanzata è un gruppo di rango quotato a Oslo che opera nel settore delle energie rinnovabili offshore. Nel 2021 ha registrato oltre 1 miliardo di ricavi e sarebbe una realtà complementare a Saipem.

«Noi siamo forti nella fabbricazione di strutture offshore e nelle fondazioni, mentre Seaway 7 lo è nelle navi da trasporto pesanti e ha una flotta di navi dedicate alla posa dei cavi elettrici sottomarini che interconnettono tutti i generatori di un campo eolico offshore. Mettendo insieme le due flotte possiamo avere un'offerta commerciale che copre la quasi totalità dei bisogni di un cliente che vuole costruire un campo eolico galleggiante».

Il paradosso sarebbe che proprio dal settore che a inizio 2022 causò il profit warning del gruppo potrebbe nascere la vera svolta. Come emerge anche dai numeri del 2022, le cose in casa Saipem vanno decisamente meglio dopo la maxi ricapitalizzazione da 2 miliardi sostenuta dai grandi soci (Cdp ed Eni con 12% e 31%): i ricavi hanno sfiorato i 10 miliardi, il mol è di nuovo positivo per 595 milioni e la perdita netta si è ridotta a 209 milioni. Dati che vengono dopo un rosso operativo lordo di 1,27 miliardi nel 2021 e una perdita netta di 2,4 miliardo. Bene anche gli ordini per un totale di 12,94 miliardi contro i 6,95 del 2021, con un portafoglio totale di oltre 24 miliardi. Tuttavia, nel settore si parla da tempo per Saipem della necessità di fare massa critica e l'operazione norvegese potrebbe essere la strada del vero rilancio.

Quanto al business di terra, Puliti ha chiarito che è in corso una rifocalizzazione su rigassificatori, bioraffinerie, alta velocità, robotica e cattura della Co2. «Il 25%, quindi un quarto del totale atteso di nuovi ordini di Saipem nel quadriennio, è fatto tutto da attività low o zero carbon».

Quanto alla storica commessa in Mozambico, «in base alle informazioni ricevute dai nostri clienti, prevediamo di riavviare gradualmente il progetto a partire da luglio di quest'anno» ha assicurato Politi. «Lavoreremo insieme a TotalEnergies e proseguiremo con un nuovo prezzo fissato per il progetto: per l'anno in corso Saipem prevede incassi per 300 milioni».

Ieri in Borsa il titolo Saipem ha chiuso in rialzo del 2,78% (a 1,52 euro) dopo una marcata altalena intraday: «La fiducia si perde in un attimo e ci vuole tempo per recuperarla. Quello che Saipem deve fare e sta facendo è di essere molto cauta nelle sue scelte e produrre risultati costantemente buoni e positivi» ha chiosato l'ad.

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