Ed McBain: tutti i generi, uno stile unico

Luca Crovi

«Credo che Ed McBain sia stato uno degli scrittori più influenti della seconda metà del '900». Questa frase di Stephen King calza a pennello per presentare una selezione di 64 storie di diversa estrazione curata da Roberto Santachiara che mostra la camaleontica capacità interpretativa espressa da Salvatore Lombino (alias Evan Hunter, Ed McBain, Richard Marsten, Ezra Hannon...) in questi racconti scritti fra il 1953 e il 2000: I morti non sognano (Mondadori).

Maurizio de Giovanni sottolinea nell'introduzione come la voce dello scrittore italo-americano sia sempre riconoscibilissima in ognuno dei suoi racconti che passano dal noir alla fantascienza, dalla cronaca al diario alla finta intervista. McBain «ha un'attitudine speciale a far entrare il lettore dentro le anime per ritrovarsi di fronte a se stesso, parte di un'immensa sinfonia suonando solo uno strumento piccolo ma perfettamente intonato alla storia. Come nelle architetture elaborate, queste sculture risulteranno essere alla fine parti di un quadro generale, il racconto di un uomo che attraversa le epoche senza mai dimenticare quello che dai tempi costituisce un denominatore comune, l'essere e restare umani, con tutte le brutture che questo comporta». Natale all'Ottantasettesimo Distretto mostra la cura con cui ha costruito il suo stile police-procedural ma ci sono tanti registri che appaiono nelle altre storie. L'intervista e Pornofilm sono una spietata denuncia della morbosa perversione che anima chi lavora nel cinema. Usciti su Playboy sono scritti in maniera disinibita e mettono su pagina quasi esplicitamente alcune situazioni vissute personalmente da McBain sui set de Il seme della violenza, Anatomia di un omicidio, Gli uccelli e Marnie. D'altra parte come ha rilevato acutamente il traduttore Luca Briasco Baciami Dudley strizza l'occhio fin dal titolo a Kiss Me Deadly di Mike Hammer, Acquazzone rimanda al Dashiell Hammett di Piombo e sangue, Il fuggitivo propone elementi comuni all'immaginario di Cornell Woolrich e David Goodis così come la follia di certi personaggi di Jim Thompson emerge in Faccia di gesso, Come un cavallo e Un bellissimo Natale.

Ma anche quando McBain strizza l'occhio a certi modelli la sua cifra stilistica rimane unica come conferma il racconto alla «Twilight's Zone» Ma voi ci conoscete che chiude l'antologia e che da una risposta inquietante e definitiva alla domanda sul possibile incontro fra alieni e terrestri.

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