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GTA VI, oltre alle lagne arrivano pure i martiti contro Rockstar (che vogliono vendervi una criptovaluta)

CyberLeek sta sfruttando l’enorme attenzione ottenuta con i leak sul gioco per promuovere una memecoin su Solana

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Ci mancavano solo gli eroi contro Rockstar, gli Anonymous che poi tanto anonimi non sono che vogliono fare giustizia (me de che?) e diffondono leak su GTA VI, video di gameplay subito rimossi subito reuploadati (su internet riappare sempre tutto, Belèn ne sa qualcosa), e una lagna infinita di player, streamer, content creator, pagine dedicate, e chi più ne ha più ne silenzi.

Vi risparmio i dettagli dei leak, dove si vede Jason che gioca a basket sotto un condominio, qualche sequenza di guida, qualche inseguimento, un pestaggio, e commenti annessi e connessi, anche perché tra l’altro non si sa cosa abbiano realmente diffuso (gameplay ritoccati? Gameplay vecchi?), però, come ho detto, si sa chi lo ha fatto, e sembrano tutt’altro che gli Avengers.

A diffondere il materiale è un soggetto o gruppo che si firma CyberLeek e ha trasformato il leak in una specie di crociata contro le pratiche “anti-consumatore” dell’industria videoludica: sui filmati compare lo slogan contro l’assenza di una versione fisica di GTA VI, mentre in un manifesto, il “CYBERLEEK Edict”, vengono contestati i preorder digitali e i DLC considerati artificiosi (come se Rockstar fosse la Caritas) e i giochi single-player che dipendono da server destinati prima o poi a essere spenti (accusa che si può fare a molti, meno alla Rockstar, mi sembra come la femminista che sparò a Andy Warhol).

Nel frattempo, attenzione, questi CyberLeek sfruttano contemporaneamente l’enorme attenzione ottenuta per promuovere una memecoin su Solana (a Roma Sòla significa fregatura, vedete voi), sostenendo che servirebbe a finanziare infrastrutture (la parola che fa sembrare tutti esperti, oggi) e sicurezza (la sicurezza ci sta sempre bene) e un misterioso progetto futuro (che essendo misterioso può essere anche trasferirsi alle Cayman e spassarsela per il resto della vita).

Gli stessi autori assicurano che “non è un cash grab” (meglio mettere le mani avanti, non vogliamo fregarvi, bro), sebbene l’excusatio non petita, l’accoppiata fra leak sensazionale, manifesto moralistico e una criptovaluta per i religiosi delle criptovalute (ce ne sono di due tipi, i veramente ricchi, e i poveracci che fanno i video per insegnarvi come arricchirvi, cosa che non sono riusciti a fare altrimenti non sarebbero lì), che ha fatto nascere il forte sospetto che dietro la proclamata battaglia per i diritti digitali ci sia anche un’operazione speculativa (ma va?). Nel frattempo c’è ancora gente incazzata perché il trailer speciale uscirà il 27 agosto su Netflix (“una truffa, e se non ho Netflix?”, dopo sei ore sarà su YouTube, non resisti sei ore? Vai da uno psicoterapeuta), e almeno una pagina italiana molto simpatica (gta_tv_official) ci informa che su GTA VI si potrà fare benzina, io gli ho risposto, senza avere nessun leak specifico, tenendo solo d’occhio la geopolitica, che se le cose continuano così è probabile si possa fare solo su GTA VI. (A meno che il petrolio, anche in GTA, non passi dallo Stretto di Hormuz).

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