Dopo trentacinque anni la Torre del Saracino lascia Vico Equense e si trasferisce a Sorrento, a sette chilometri di distanza ma in un contesto profondamente differente. Dal 17 settembre il ristorante due stelle Michelin di Gennaro Esposito avrà casa all’interno del Bellevue Syrene, storico cinque stelle affacciato sul Golfo di Napoli mentre prima si trovava in una tranquilla strada di Vico. Un cambiamento importante per uno dei ristoranti che hanno segnato la cucina campana degli ultimi decenni.
Non sarà una semplice consulenza e neppure l’apertura di un nuovo locale con il nome dello chef. Al Bellevue Syrene si trasferisce la Torre del Saracino, che conserva nome, identità e filosofia gastronomica e apre così una nuova fase della propria storia. Esposito, nato a Vico Equense, ha costruito il ristorante partendo dalla cucina e dai prodotti della sua terra e sviluppando negli anni un linguaggio sempre più personale. Il Mediterraneo è rimasto il riferimento, insieme al pesce, agli ortaggi, alla pasta, agli agrumi e a quel patrimonio di sapori della Penisola Sorrentina che lo chef ha progressivamente portato fuori dai confini della cucina tradizionale. Un percorso premiato con due stelle Michelin e affiancato negli anni da Festa a Vico, manifestazione diventata uno degli appuntamenti più conosciuti della ristorazione italiana.
A Sorrento la Torre del Saracino ripartirà dal menu Identità e Territorio, disponibile in percorsi da cinque, sette oppure dieci portate. Accanto alla degustazione ci sarà una selezione di piatti del giorno, con proposte anche vegetariane e vegane. Restano i punti fermi della cucina di Esposito: materia prima, territorio, ricerca e un rapporto con la tradizione che non significa riproduzione del repertorio classico.
«Ogni progetto che vuole continuare a essere vivo deve avere il coraggio di evolversi. La Torre del Saracino è nata a Vico Equense e lì ha costruito la propria identità», dice Esposito. Il trasferimento, precisa lo chef, «non nasce dalla volontà di lasciare qualcosa alle spalle, ma dal desiderio di costruire nuove opportunità, mantenendo ben salde le nostre radici».
Il nuovo capitolo avrà però una portata più ampia del solo ristorante gastronomico. Esposito entrerà progressivamente nell’intera proposta food & beverage del Bellevue Syrene, dalla colazione al room service, dal ristorante La Pergola al Costiera Bar, fino ai banchetti e agli eventi di Capo Santa Fortunata. La Pergola continuerà ad avere come riferimento operativo Carmine Bellini, che lavorerà in sinergia con lo chef.
L’idea, insomma, è diversa dalla formula ormai piuttosto diffusa dello chef stellato che presta nome e supervisione alla ristorazione di un albergo di lusso. Qui il punto di partenza è il trasferimento di un ristorante esistente e fortemente identificato con il suo luogo d’origine, inserito però in un progetto che finirà per coinvolgere buona parte della gastronomia dell’hotel.
Il Bellevue Syrene appartiene alla famiglia Russo-Attanasio, arrivata alla quinta generazione nell’ospitalità. Aperto nel 1820, conta 50 camere, aderisce a Relais & Châteaux ed è stato insignito di due Chiavi Michelin. Una storia importante, che in questa operazione fa soprattutto da cornice a quella gastronomica.
