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Ranucci sibillino sulla discesa in campo: “Se mi cacciano dalla Rai...”. E attacca di nuovo Meloni e il governo

Il conduttore si rifugia in una battuta mentre le voci su una possibile candidatura con Avs continuano a rincorrersi. Intanto il sondaggio Swg misura il suo potenziale politico e fotografa un’opinione pubblica a dir poco divisa

“Io candidarmi? Non ci penso. Poi se mi cacciano proprio dalla Rai...”. Sigfrido Ranucci ride, ma lascia una frase sospesa destinata ad alimentare il dibattito sulla possibile discesa in campo. A margine della presentazione a Roma del suo libro “Il ritorno della casta”, l’ormai ex conduttore di Report è tornato sulle voci che da settimane accompagnano il suo futuro. Alla domanda dei giornalisti su un futuro in politico, Ranucci ha dunque escluso di pensarci. Almeno per ora. Poco dopo, durante l’incontro, ha aggiunto un’altra considerazione: “Non temono che io mi candidi, ma temono che faccia il conduttore di Report, perché temono il giornalismo indipendente”.

Poi va nuovamente all’attacco della premier e del governo: “Ho letto che Giorgia Meloni si è lamentata perché mi hanno reso un martire. Non si rammaricava perché hanno ucciso me e le persone a me vicine. Questo la dice lunga sul concetto di democrazia che ha il nostro presidente del consiglio. Di come la concepisce una persona che ha citato più volte il mio nome come La Russa dicendo che bisogna cambiare Ranucci, basta che non viene uno peggiore, e bisogna cambiare il format di Report come se fosse l’editore. Salvini che ha detto che devo spiegare le mie frequentazioni. Io, non lui... quelle del genero e del suocero, che è stato condannato per bancarotta vanno bene? Devo spiegare io le frequentazioni con Lavitola che mi ha messo una bomba? E tutti quelli che hanno frequentazioni con Ciavardini stragista, quelle vanno bene?”, ha concluso l’ex conduttore.

Il tema politico, però, continua a inseguirlo. Nelle ultime settimane si è parlato soprattutto di una possibile candidatura con Alleanza Verdi e Sinistra. Le indiscrezioni erano state alimentate anche dall’invito rivolto al giornalista per partecipare alla festa nazionale di Avs a Roma. Angelo Bonelli aveva però liquidato i retroscena come “totalmente inventati”, assicurando che nel partito non si stava discutendo di alcuna candidatura. Anche se non mancano gli sponsor, a partire da Mimmo Lucano.

Nel frattempo qualcuno ha iniziato persino a misurare l’eventuale peso elettorale di Ranucci. E non si tratta di Valter Lavitola. Il Tg La7 ha diffuso un sondaggio di Swg che fotografa un’opinione pubblica piuttosto fredda davanti all’ipotesi. Alla domanda “Ranucci potrebbe essere un buon leader politico?”, il 39 per cento degli intervistati si dice contrario. Un altro 26 per cento non sa rispondere, mentre il 20 per cento sceglie il “può darsi” e soltanto il 7 per cento risponde “sicuramente sì”. C’è poi un ulteriore 8 per cento che avrebbe visto favorevolmente una sua discesa in campo prima delle ultime vicende legate al caso Lavitola, ma non più adesso. In sostanza, gli aperturisti si fermano al 27 per cento, mentre contrari e ripensamenti arrivano complessivamente al 47 per cento.

Lo stesso sondaggio mostra però quanto la figura di Ranucci sia ormai diventata anche politicamente divisiva. Il 75 per cento degli elettori di centrosinistra considera il giornalista “vittima di un disegno politico”, convinzione condivisa invece dal 24 per cento degli elettori di centrodestra.

Il sondaggio è stato una sorpresa, perché io non ho annunciato né che mi candido e né ho fatto campagna elettorale”, il commento dello stesso Ranucci: “Più interessante è la parte che riguarda il 23% che alla domanda se mi voterebbe dice ‘può darsi’ o il 30% che dice ‘non saprei’”. Il giornalista ha poi aggiunto: “Ma ancora più interessante, secondo me, è quella parte che non è stata pubblicata che parla della mia credibilità e della credibilità delle inchieste di Report che è sopra il 60% dopo tre mesi di campagne vergognose, la più grande character assassination della storia - conclude non senza una punta di vittimismo -. Qualcuno dovrà anche dire a questi che hanno scritto tutti questi articoli che hanno sbagliato”.

Numeri che aiutano a spiegare perché, nonostante le smentite, il nome dell’ex volto di Report continui a circolare nei retroscena. Ranucci per il momento chiude la porta. Ma quel “poi se mi cacciano proprio dalla Rai...” lascia aperto almeno uno spiraglio. E difficilmente basterà a fermare le voci.

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