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E Sigfrido girò le carte ai legali di Valter

La notte del 5 luglio la collaboratrice della vittima dà l’ordinanza all’amico

L’Avvocato Sergio Cola di Valter Lavitola arriva al Tribunale di Roma. Lunedì 7 Settembre. News (Photo by Valentina Stefanelli/Lapresse) Attorney Sergio Cola of Valter Lavitola arrives at the Rome Courthouse. Monday, September 7. News (Photo by Valentina Stefanelli/Lapresse)

Il 5 luglio, giorno dopo la perquisizione in casa di Valter Lavitola, è una giornata chiave per l’inchiesta sull’attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci. Alle 13 e 27 Valter Lavitola invia via mail all’indirizzo di posta elettronica dello studio Cola l’ordinanza di custodia cautelare (che Lavitola non avrebbe dovuto avere) della Procura di Roma che riguarda l’arresto dei 4 autori materiali della bomba contro Mr Report ricevuta la notte dalla donna di Ranucci.

Nella stessa mail visionata dal Giornale Lavitola fa riferimento all’invio di altri documenti in successive mail. È il 5 luglio, scrive Lavitola: «Per piacere stampare e far avere copia all’avvocato Sergio Cola come d’intesa con lui». Quei documenti della Procura, ancora riservati, finirono nelle mani di Lavitola grazie a Sigfrido Ranucci. L’ha ammesso lui stesso, dopo aver parlato in primo momento di «cazzate». Ricapitolando: la vittima della bomba si preoccupò di far avere le carte della Procura agli avvocati del mandante dell’attentato. Lo studio Cola con una durissima nota ha smentito tre giorni fa questa circostanza, asserendo di aver avuto copia della documentazione solo con l’accesso a La mail che il Giornale è in grado di svelare smentisce la versione degli avvocati di Lavitola. L’ordinanza è arrivata sulla posta elettronica il 5 luglio alle 13 e 27. Invio anticipato al telefono dallo stesso Lavitola. Per capire come siano finiti documenti della Procura nelle mani del mandante della bomba bisogna fare un passo indietro di qualche ore. Nella notte tra il 4 e 5 luglio, precisamente alle 4 e 12 Natalia Potenza, compagna di Lavitola, e Laura Cianfoni, stretta collaboratrice di Ranucci, si scambiano messaggi. Tra cui l’invio dell’ordinanza che poi finirà in una mail spedita allo studio Cola. Su questo giro di messaggi e carte giudiziarie resta la grande domanda. Perché la vittima di un attentato prova ad aiutare il mandante? Fornendo anche documenti riservati? E perché la più stretta collaboratrice della vittima (Laura Cianfoni) scrive alla compagna del mandante per capire se è stato allertato l’avvocato? Domande alle quali solo Ranucci potrà rispondere.

Mr Report, intanto, fa gli scatoloni e lascia l’ufficio in via Teulada che l’ha visto al timone di Report. In un video Ranucci ha voluto immortalare il momento per poi rilanciarlo sui social. Il «nuovo Report» pensa già alla prima puntata. Si riparte dal caso Lavitola-Ranucci. Gli inviati di punta, Paolo Mondani e Giorgio Mottola, stanno preparando un’inchiesta sul grande romanzo giallo dell’estate. È la stampa, bellezza.

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