Ue in pressing sull’Italia per i fondi Safe. Secondo quanto rivelato da un’alta fonte di Bruxelles all’Ansa, Roma ha ancora “un mese di tempo” per decidere cosa vuole fare dei fondi del programma europeo sulla difesa. Una volta terminato questo periodo, il denaro – quasi 15 miliardi di euro – verrebbe ridistribuito tra gli altri partecipanti.
Come rimarcato dalla fonte Ue, il governo europeo è impegnato a mettere nero su bianco i contratti definitivi con gli altri Paesi e sono in corso le discussioni con l’Ungheria per fare chiarezza sulla sua partecipazione. Quando questa fase sarà conclusa, il tempo per l’Italia sarà terminato: “A breve servirà chiarezza”, la sottolineatura da Bruxelles.
Sono diciotto le capitali europee che hanno richiesto i fondi Safe con programmi vidimati dalla commissione Ue e autorizzati dal Consiglio. Per l’Italia l’ok era arrivato già cinque mesi fa, alla fine di gennaio, nella seconda tranche di finanziamenti, insieme a Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia. Ma questo passaggio è relativo al quadro generale e dalla teoria bisogna passare alla pratica. Al momento sono nove i Paesi che hanno firmato trances esecutive. Ricordiamo che il programma prevede l’accesso a 150 miliardi di euro a prestito dal governo europeo – a tasso agevolato – e poi erogati in cambio di piani ben precisi, soprattutto per favorire gli appalti congiunti tra più Paesi europei in ambiti ben specifici.
Sul dossier Safe è intervenuto nelle scorse ore il ministro Guido Crosetto. "Giancarlo (Giorgetti - ndr) sa perfettamente le cose che io vorrei e io so perfettamente le cose che lui può fare. Sul Safe dipende dalla possibilità che lui ha", il suo intervento a “Il giorno de La Verità”. Il titolare della difesa ha poi evidenziato a proposito dell’aumento dello 0.15 di spesa rispetto al Pil: "Mi aspetto che nella finanziaria del prossimo anno l'impegno che ci siamo presi vada avanti, so che Giorgetti è assolutamente consapevole di questa cosa. Con Giorgetti è impossibile litigare, io invece sono più fumantino. Io e Giancarlo siamo amici. So cosa ha voluto dire per lui non essere usciti dalla procedura di infrazione".
Anche lui ospite a “Il giorno de La Verità”, Giancarlo Giorgetti ha confermato che le decisioni sulla flessibilità per le spese per la difesa verranno fatte entro settembre: "Un conto è la spesa un conto è la dimensione finanziaria: per finanziare la spesa devo valutare se questi 15 miliardi di Safe costano di più o meno dei Btp e se costano meno prendo Safe, se costano di più prendo il Btp".
Il titolare del Tesoro ha poi aggiunto: "Il discorso è puramente finanziario, altra cosa è l'impegno sulla difesa che è reso possibile anche dalla clausola di flessibilità del Patto di stabilità che tra qualche settimana al massimo a settembre dovremo definire".