La battaglia che sta affrontando l’ex ministro Dario Franceschini, il morbo di Parkinson, accende inevitabilmente i riflettori su una patologia per la quale, ancora oggi, non esiste una cura definitiva.
Di cosa si tratta
Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa progressiva che coinvolge le funzioni motorie, vegetative e cognitive. In particolare, a essere colpito è il sistema nervoso centrale che compromette il movimento e altre funzioni corporee. Si caratterizza principalmente per rigidità muscolare, tremori quando si è a riposo, movimenti lenti e instabilità della postura.
“La malattia è causata dalla degenerazione dei neuroni dopaminergici nella sostanza nera del cervello, con conseguente carenza di dopamina, un neurotrasmettitore essenziale per il controllo motorio”, spiegano gli esperti del Policlinico Gemelli.
Quali sono i sintomi e le cure
I sintomi iniziano spesso in modo lieve e peggiorano nel tempo: oltre ai disturbi motori, i pazienti possono sviluppare sintomi come ansia, depressione, disturbi del sonno, demenza e problemi gastrointestinali. Solitamente esordisce intorno ai 60 anni ma per un 5% delle popolazione comincia anche in età più giovane. Per quanto riguarda le cure, si effettuano terapie farmacologiche che ne riducono la sintomatologia.
Quale diagnosi effettuare
Per diagnosticare il morbo di Parkinson vanno effettuati esami clinici visto che non c’è un test diagnostico ad hoc anche se risonanza magnetica e Pet possono escludere altre patologie. Gli specialisti sottopongono i pazienti a test neurologici analizzando nel dettaglio qual è la loro storia medica. “Non esiste una cura definitiva per il Parkinson, ma i trattamenti mirano a gestire i sintomi e migliorare la qualità della vita”.
Le cause
Anche se tutt’ora le origini non sono chiare, gli specialisti parlano di vari fattori “in cui interagiscono componenti ambientali e genetiche. Possibili fattori eziologici sono ereditarietà, lesioni cerebrali, infezioni, neurotossine endogene, fattori ambientali e alterate pressioni geniche”, spiega l’Iss (Istituto Superiore di Sanità).
Tra i fattori ambientali che possono predisporre all’insorgenza del Parkinson, sono compresi “l’esposizione a tossine esogene come i pesticidi, i metalli, altri xenobiotici e i prodotti chimici industriali, lo stile di vita (dieta e fumo), il luogo di residenza (ambiente rurale) e l’attività professionale (lavoro agricolo)”.
