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Farmaci e terapie

“Il Parkinson va riconosciuto prima che arrivino i sintomi”

Gianni Pezzoli, presidente della Fondazione Pezzoli, racconta le sfide aperte nella lotta al morbo e l’importanza di non sentirsi soli

Istituita nel 1996, la Fondazione Pezzoli per la Malattia di Parkinson-ETS è un ente privato senza fini di lucro che ha lo scopo di individuare fonti di finanziamento e raccogliere fondi da destinare alla ricerca sanitaria per combattere il Parkinson. Alla guida della Fondazione, il presidente Gianni Pezzoli.

Presidente, qual è la missione prioritaria della Fondazione?

«Trovare una cura per la malattia, senza dubbio».

Su cosa punta la ricerca?

«Due sono gli obiettivi cardine: identificare la malattia ancor prima dell’esordio per bloccarla anticipatamente e rallentarne l’evoluzione per preservare una migliore qualità della vita dei pazienti».

Quali sono le prime spie di allarme della malattia?

«In primissima istanza per il 50% dei casi almeno, riduzione dell’olfatto, sogni agitati, lieve depressione e stipsi. Poi, subentrano i sintomi veri e propri: tremore a riposo, lentezza del movimento da una sola parte, poi da entrambe, ipertono muscolare (rigidità dei muscoli ndr). Seguono in fase già più avanzata, difficoltà nell’andatura, facilità alla caduta, curvatura della postura».

Di recente Dario Franceschini ha dichiarato di soffrire di Parkinson. L’outing dell’ex ministro ha colpito molte persone, anche per la sincerità con cui Franceschini ha raccontato il desiderio e l’istinto iniziali di nascondere la malattia. Professor Pezzoli, quanto stigma accompagna ancora il Parkinson?

«Sono ancora tanti i pazienti che tendono a mascherare la malattia, a condividerla solo con le persone più intime. Succede per un insieme di vergogna, imbarazzo, disagio generale. Anche per questo l’onorevole Franceschini ha dimostrato grande coraggio nel condividere pubblicamente la malattia, trasmettendo un messaggio di solidarietà fondamentale: non si è soli nella malattia».

Il Parkinson colpisce indirettamente anche i parenti del malato. La Fondazione offre loro supporto?

«Conosciamo il peso che la malattia di Parkinson comporta per chi si prende cura del paziente nella quotidianità: caregiver e familiari affrontano sfide emotive, lavorative, sociali e pratiche. Proprio per loro abbiamo inaugurato nel 2024 il Centro Famiglia Parkinson e Parkinsonismi, che offre servizi gratuiti, grazie a un co-finanziamento tra Fondazione Pezzoli e ATS Milano. L’accesso è possibile tramite diversi canali, tra cui l’invio da parte del neurologo curante e dell’Associazione Italiana Parkinsoniani, partner del Centro. Al centro del progetto, incontri con psicologi specializzati, volti a fornire strumenti per la gestione quotidiana della malattia, ridurre la fatica emotiva e contrastare l’isolamento sociale. A questi percorsi si affianca un lavoro di orientamento verso i servizi del territorio, dalla riabilitazione all’assistenza domiciliare. Un approccio integrato che mira a migliorare il benessere psicologico e la sostenibilità dell’assistenza familiare. In aggiunta, SOS Parkinson, servizio telefonico d’urgenza gratuito (336735544) al quale rispondono medici esperti di sabato e domenica».

Per sostenere la ricerca cosa si può fare?

«Destinare alla Fondazione Pezzoli la scelta del 5x1000, partecipare, contribuendo, alle campagne che la Fondazione organizza, oltre a donazioni e lasciti testamentari».

Info su:

https://www.parkinson.it/5-x-1000

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