"Dobbiamo formare nuovi chirurghi specializzati in oncologia senologica, l'Italia ed in particolare le donne italiane, non possono più aspettare". A sostenerlo è Corrado Tinterri, direttore della Breast unit all'istituto Humanitas di Rozzano e docente presso Humanitas University e la Scuola Europea di Oncologia.
Tinterri, perché nuovi chirurghi?
"Perché ogni anno ne perdiamo tanti che vanno all'estero e perché si è ridotta fortemente la percentuale di iscritti alla scuola di Specialità di Chirurgia generale. Oggi metà delle Borse di Specialità vanno vacanti e alcuni iscritti decidono di lasciare la Scuola. Molti chirurghi stanno andando in pensione e non vengono sostituiti in un corretto turn over che sta penalizzando notevolmente il nostro Sistema sanitario per mancanza di specialisti. Il decreto Calabria (ndr, che consente l'assunzione a tempo determinato di medici specializzandi) rappresenta bene l'immagine di questo grave problema: specializzati mandati sul campo prima di un corretto percorso formativo".
Fuga di cervelli?
"Vanno all'estero a lavorare ma anche a specializzarsi perché qui non c'è una formazione specifica sulla chirurgia senologica o altre discipline chirurgiche oggi cruciali per il Ssn, quali quelle oncologiche o dei trapianti".
E poi restano anche a lavorare all'estero?
"Molti sì. E per di più ci sono molte agenzie inglesi e francesi che vengono in Italia per arruolare i nostri giovani medici. All'estero sono molto ambiti. Agenzie come le francesi Medicis Consut, la RH Santé o come le inglesi Carter Wellington e Img Connect funzionano molto bene e ogni anno arrivano a 10mila contatti di giovani medici italiani".
Eppure in Italia troverebbero lavoro.
"Sì, ma c'è un effetto tappo dopo la laurea che va assolutamente risolto: in Italia non c'è una specialità di chirurgia oncologica. I giovani si formano in chirurgia generale, che non contempla specifici insegnamenti per le discipline specialistiche. Ma quando c'è un concorso in ambito senologico non possono partecipare per mancanza di titolo. Ci sono concorsi che vanno a vuoto sia per mancanza di chirurghi sia per la mancanza di titoli".
Come se non ci fosse la necessità.
"Ce n'è eccome invece, e non solo in ambito senologico. Nei prossimi anni andranno in pensione 40mila medici ma contiamo 60mila casi nuovi all'anno".
Perché è necessario rafforzare il numero di giovani medici
mirati?"Perché i pazienti hanno bisogno di una risposta veloce, professionale e, soprattutto, uniforme su tutto il territorio. E poi questa mancanza di chirughi contribuisce pesantemente ad alimentare le liste d'attesa".