Cronache

Due organici da B Genoa e Samp, quale sarà il futuro?

(...) motivi che uno (Eder) non voleva tirare rasoterra e l'altro (Matuzalem) voleva crossare. Per il resto, portieri a far da spettatori. Ne ho visti di derby di cacca, dal finire degli anni Quaranta in qua, ma al momento non riesco a ricordarne uno che mi abbia maggiormente deluso di questo, il derby di Diamante (60°) a livello di serie A. D'altronde, perché aspettarsi qualcosa di meglio da due squadre che avevano raccolto la miseria di un punto rispettivamente nelle ultime 5 gare (il Genoa) e nelle ultime 4 (la Sampdoria)? Alla fine, 1-1 «Meglio due feriti che un morto» - Riccomini dixit - e va bene così. Ma va bene per chi? Ad onta di ogni balordaggine e disgrazia, la Sampdoria è tuttora praticamente salva come lo era 5 partite fa. A causa di propria insipienza e altrui nequizia, e nonostante un calendario favorevole sulla carta, il Genoa è invece maledettamente più inguaiato di quanto lo fosse 6 partite fa. E allora, perché non ci ha provato, nemmeno dopo il chirurgico intervento del professor Matuzalem sulla caviglia sinistra di Krsticic (stagione finita, per lui), che ha costretto i blucerchiati a giocare per un'ora e un quarto senza l'insostituibile perno centrale? Nemmeno dopo l'espulsione di Costa, uno dei migliori di casa Samp?
Credendo alle assenze di Gastaldello e Krsticic, a petto del dubbio Kucka, avevo scritto martedì scorso: obiettive probabilità di risultato, 50% pareggio, 40% Genoa, 10% Sampdoria e solo perché - sto al luogo comune - «nel derby non si sa mai». Saputo della disponibilità dei fondamentali G&K e perdurando il dubbio Kucka, venerdì ho così corretto il tiro: 60% pareggio, 30% Genoa, 10% Samp. Però confermando: se anziché a quota 36 stesse attualmente a 31/32, con 7 partite da giocare, 21 punti in palio, questa Sampdoria che sta esprimendo in campo meno del Palermo, del Siena e del Genoa ed è attesa da impegni più tosti andrebbe in B dritta filata. Beh, ne resto convinto, ma per via del Siena che sta godendo degli aiutini di risarcimento del mortifero «-6» inflittogli in partenza, e per via del Palermo che gioca buon calcio, non più per via degli ignavi rossoblu: dov'è finito l'atteso «nugolo di sanguigni Grifoni per i quali c'è in gioco la vita sportiva»? Dice: ora battiamo l'Atalanta, pareggiamo a casa Chievo e battiamo il Pescara, fanno 7 punti e siamo a 35. Poi, pari a casa Toro, battiamo l'Inter e pareggiamo a Bologna, fanno altri 5 punti e siamo a 40, magari davanti alla Sampdoria attesa da 6 partite una più dura dell'altra. Sulla carta è possibile. Ma sul campo, con una squadra senza capo né coda come quella vista nel derby, coincideranno speranza e realtà?
Parliamoci chiaro. L'attuale organico del Genoa, frutto delle mille rivoluzioni di Preziosi, compresi i prestiti e i pensionabili vanta non più di 12 giocatori da serie A (Frey, Granqvist, Portanova, Manfredini, Moretti, Antonelli, Kucka, Matuzalem, Vargas, Bertolacci, Borriello e Floro Flores), cui non mi sento al momento di aggiungere lo stranito Immobile. L'organico della Sampdoria, che a giugno perderà Icardi (il quale non vale Borriello), ne vanta anche meno: Romero, Gastaldello, Palombo, Costa, Poli, Krsticic, Obiang e fanno 7, tutti però dell'età giusta e di proprietà, più i punti interrogativi tendenti al moscio di Maresca, De Silvestri, Poulsen e Maxi Lopez. Tutto il resto è da discreta serie B.

Allora, quale futuro di qua e di là? Come ha scritto lucidamente sul Monono il collega e amico Timossi, almeno un «leit motiv» in chiave blucerchiata c'è, la Sampdoria del solidissimo Garrone ha il progetto di mettere su casa in Fiera; mentre il Grifone dell'indecifrabile Preziosi che progetto ha? Quello di salvarsi, ok. Eppoi? Sarebbe eventualmente disposto a contribuire alla razionalizzazione del Ferraris?

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