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Giù la maschera

C’eravamo tanto rottamati

Passa il tempo e il rottamatore continua a rottamare e il manovratore a manovrare

epa13347115 Italian Senator and former Prime Minister Matteo Renzi takes part in the World in Progress 2026 forum in Barcelona, Spain, 02 November 2026. The two-day event, held on 02 and 03 November, brings together leaders from politics, business, academia and civil society to discuss major political, economic and geopolitical developments shaping the global order. EPA/QUIQUE GARCIA

Sarà perché il primo non dice mai cose interessanti e il secondo condivisibili, ma non ci perdiamo neppure un’uscita di Massimo D’Alema e Matteo Renzi. Se solo il centrodestra ne avesse due così, sarebbe allo sfascio.

Comunque. I due, che sono un po’ i Salvini e Vannacci della sinistra, dopo un rapporto personale caratterizzato da profonda ostilità e da uno dei duelli più egotici della storia dei partiti politici, hanno deciso di rincontrarsi - due ex premier che non ne fanno uno intero - il 2 dicembre al teatro di Fiesole per la presentazione del nuovo libro di D’Alema. E c’è venuto in mente quando, nel 2016, a una festa dell’Unità, Renzi ironizzò sul libro di D’Alema Un paese normale, sostenendo che glielo avesse scritto Claudio Velardi, e Massimo avesse messo la firma.

Ma a dirla tutta ci ricordiamo anche di quando D’Alema rinfacciava a Renzi di “danneggiare il Pd rinnegando il nostro passato” e Renzi attaccava D’Alema dicendo che “i leader del passato non ruberanno il nostro futuro”.

Solo il campo largo è più litigioso di loro.

Mah. Passa il tempo e il rottamatore continua a rottamare e il manovratore a manovrare. Il primo ormai ha l’arroganza del secondo e il secondo l’antipatia del primo. L’unica cosa che li accomuna è il talento di stare all’opposizione.

Beh, dai. Sarà bello rivederli insieme. Di solito se metti due politici di sinistra su un palco ottieni due opinioni diverse. A meno che siano Renzi e D’Alema. In quel caso sono tre.

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