Vivendo a Milano, le cui strade Beppe Sala ci aveva detto che erano «ancora piene di fascismo» e poi invece abbiamo scoperto che sono affollate di vandali, sono giorni che ci chiediamo di chi sia la colpa di tutto questo. E le idee sono chiare.
Per gli osservatori di sinistra, che essendo ricchi se ne intendono, è del carovita, cara Lei. E infatti il modo migliore per guadagnare, è rubare. Per altri attori, cantanti, europarlamentari..., gente che di solito non l’ha finita è delle condizioni della scuola. E infatti le strade erano piene di studenti motivati. Per i leader della sinistra, gente che va d’accordo solo nel non andare d’accordo, è del governo Meloni, così in generale; oppure di agenti infiltrati che soffiano sul fuoco per giustificare l’uso della forza e quindi una stretta sulla democrazia (quindi sempre del governo Meloni). Per Calenda è colpa della Russia, e va bene. Per l’ala sinistra della sociologia televisiva le motivazioni vanno cercate nell’emarginazione di chi si sente escluso. E cosa c’è di più del disintegrare tutto per integrarsi meglio? Per i rapper, quelli che ai concerti chiedono 109 euro più commissioni per un biglietto, è che i ragazzi vivono in una società basata solo sul denaro. Per la moglie di Fratoianni i maranza spaccano tutto perché si fanno troppo poche assemblee d’istituto in cui parlare di politica. Mentre per Paolo Romano, del Pd, è perché «vogliono l’educazione sentimentale a scuola». E in effetti è stato un errore: dovevano dargliela, sì. Ma anche non sentimentale; un’educazione e basta era sufficiente.
