È così. Tu puoi anche dimenticare il tuo passato. Ma il passato ti ricorda sempre.
«Complimenti. Bell’aforisma da cioccolatino. Clap clap... E adesso che lo hai detto?». Eh, l’ho detto perché stavo leggendo che la casa editrice Laterza... «La prestigiosa casa editrice Laterza»... espressione della nostra migliore sinistra... «La sinistra colta, democratica e antifascista...».
Ecco, antifascista così così... Perché ora Laterza ha pubblicato un saggio sulla propria storia - Una casa editrice nella cultura italiana del Novecento di Alessandra Tarquinio con una nota in cui l’editore stesso prende le distanze da alcuni giudizi «non condivisibili» dell’autrice.
Ohi ohi. Cos’è successo? È successo che la Laterza di oggi non ama farsi ricordare che la Laterza di ieri nacque sì sotto la bandiera liberale di Benedetto Croce, quando pubblicare i suoi libri era una sfida al regime, ma per il resto della produzione fu molto - diciamo così - prudente. Non proprio una grande battaglia antifascista la sua, insomma.
E del resto, è in ottima compagnia. Mondadori fece da eco alla propaganda fascista. Rizzoli si allineò alle direttive ideologiche del Duce. Valentino Bompiani, padre di quella Bompiani che in tv continua a dare a tutti del fascista, pubblicò il Mein Kampf per volontà di Mussolini. E persino Einaudi fu costretto a inserire in catalogo alcune opere gradite al regime...
Niente di male, dai. Solo che se devi farti ricordare da uno storico che anche tu eri un editore un po’ fascista, o non è di ferro la tua memoria o non era di ferro il tuo antifascismo.
