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Giù la maschera

Un Paese fondato sui migranti

La remigrazione è solo per chi delinque

Immigrati arrivano in Grecia ma rifiutano di sbarcare: vogliono essere portati in Italia

Sbaglieremo, ma siamo convinti che cinque minuti al giorno di sano populismo facciano solo bene. E infatti ieri ne abbiamo dedicati ben dieci a leggere - su un sito molto chic - un articolo che era un raro concentrato di demagogia, approssimazione e opportunismo politico. Titolo: “Se gli immigrati se ne andassero, l’Italia perderebbe 200 miliardi. I numeri che smontano la retorica della remigrazione”.

Ora, al di là del fatto che con capiamo perché la foto mostri un negozio cinese (gli unici «che lavorano come negri», e semmai sono i negri che spesso non lavorano come i cinesi) ci siamo chiesti cosa c’entri la remigrazione. Neppure il più fanatico dei leghisti si sogna di cacciare dall’Italia gli immigrati regolari con un’attività lecita. E comunque, populismo per populismo, abbiamo fatto due conti anche noi.

Allora: 200 miliardi dite... Bene. La metà la ammortizziamo in sussidi e welfare: accoglienza, sanità, scuola, alloggi. Qualche miliardo lo guadagniamo su scippi, rapine e furti (solo in bici non rubate a Milano recuperiamo un centinaio di milioni la prima settimana) e qualche altro in biglietti non pagati su treni, bus e metro. Poi calcolando i danni contro il patrimonio ci avviciniamo al punto di pareggio (che superiamo con i furti di rame sulle linee ferroviarie). E con le monetine date nei parcheggi e i supermercati siamo in attivo.

Ah. Per i lettori per bene che ci considerano persone per male: non vi preoccupate. La remigrazione è solo per chi delinque. Nessuno vuole togliervi la colf filippina. Che pagate in nero.

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