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Governo

Claudio Durigon: “Flessibilità in uscita battaglia della Lega”

“Giorgetti è stato molto bravo. Credo sia l’ennesima dimostrazione della classe dirigente della Lega al servizio del Paese”

"Incentivi a chi sceglie i fondi pensione"

La manovra è stata presentata dal Governo, a lavorare per far quadrare i conti anche Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro della Lega. Tra i principali obiettivi cari al partito di Salvini le pensioni anticipate con Quota 64. È una vittoria? «Sì, abbiamo previsto un fondo per la flessibilità in uscita di 850 milioni di euro nel 2027. È un risultato importante perché finalmente diamo a tanti lavoratori la possibilità di scegliere se rimanere al lavoro oppure uscire dal mondo del lavoro. È un diritto che vogliamo riconoscere a chi lavora, dando una risposta al loro lavoro quotidiano».

Parliamo quindi di risorse già previste in manovra. Come si tradurrà questo stanziamento?

«Nella finanziaria ci sono i soldi, ed è questa la cosa principale. Abbiamo messo 850 milioni su un capitolo apposito, quello della flessibilità in uscita. Su queste risorse costruiremo, con un decreto, la norma complessiva di Quota 64. Saranno circa 60mila le persone che potranno aderire e scegliere di andare in pensione a 64 anni. La cosa fondamentale è che ci sono i fondi a disposizione. Finalmente il lavoratore potrà dire: scelgo io se andare in pensione oppure continuare a lavorare. È questa la possibilità che vogliamo dare».

Non vi fermate a Quota 64: da questo stanziamento può nascere una riforma più ampia?

«Su questo capitolo costruiremo una riforma pensionistica adeguata alle aspettative e alle esigenze del mercato del lavoro. Vogliamo dare un diritto ai lavoratori, quello di poter scegliere se andare o no in pensione. Da qui può nascere una mini riforma pensionistica».

Per il resto siete soddisfatti della manovra? Cos’altro porta a casa la Lega?

«La flat tax, che secondo me è molto importante. Nel 2027 si potrà arrivare fino a 100mila euro. La tassa piatta, come sapete, è sempre stata una nostra prerogativa, una battaglia molto cara alla Lega, e riusciamo a portare a casa anche questo risultato. Tra flat tax e pensioni devo dire che provo un po’ di amarcord: mi sembra di tornare al 2019, quando la Lega portò a casa per la prima volta la flat tax e Quota 100. Sono due temi che ritroviamo in questa finanziaria».

La soglia della flat tax passa dunque da 85mila a 100mila euro. Come funzionerà?

«Per il 2027 si porta a 100mila euro la soglia, con lo stesso trattamento previsto fino a 85mila. Fino a 100mila euro si applicherà quindi lo stesso regime previsto per gli 85mila. È un altro risultato importante per noi, che difendiamo da sempre».

Il ministro Giorgetti è sembrato un po’ sofferente...

«Giorgetti deve guardare ai conti e oggettivamente è riuscito a farli quadrare. È stato molto bravo. Credo sia l’ennesima dimostrazione della classe dirigente della Lega al servizio del Paese. Questa è una manovra che, anche con vincoli restrittivi, è riuscita a trovare le risorse necessarie. Abbiamo giustamente chiesto un po’ di respiro economico a coloro che erano già forti, come le banche. Anche loro hanno giustamente contribuito a questa manovra e credo che sia un buon presupposto».