Il governo ha deciso di intervenire sulle bodycam, inserendo nel Dl Sicurezza la norma che estende l’utilizzo delle telecamere agli operatori del controllo del territorio. Attualmente sono circa un migliaio le bodycam fornite dall’amministrazione e sono destinate esclusivamente ai Reparti mobili, alle Unità operative di primo intervento e ai reparti speciali in tutto il Paese. Il Viminale fa sapere che «sta per partire il bando di acquisto e nei prossimi mesi arriveranno 5mila telecamere», e sottolinea che sarà una dotazione che verrà «progressivamente estesa in tutti i casi in cui verrà ritenuto opportuno che l’operatività delle forze di polizia sia assistita dalla necessità di documentare», spiega il ministro Piantedosi.
Un’accelerazione, dopo che le immagini della bodycam hanno cambiato il racconto dell’intervento di Bologna in cui ha perso la vita Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino del quartiere Pilastro.
Il video trasmesso dal Tg1, registrato dalla telecamera indossata da uno dei due poliziotti coinvolti (foto), ha rimesso al centro una questione che i sindacati delle forze dell’ordine sollevano da tempo: dotare gli agenti di questi strumenti per documentare ogni operazione e mettere fine alle ricostruzioni parziali, alle accuse preventive e ai processi mediatici. Anche perché, a differenza di quanto accadrà con il nuovo decreto sulla sicurezza, il poliziotto del video aveva una sua telecamera privata dal costo di circa 300 euro attaccata alla divisa.
Il filmato registrato dalla bodycam di questo agente è stato indicato dai sindacati come la dimostrazione di quanto questo strumento possa fare la differenza. Per il segretario generale del Sap (sindacato autonomo polizia), Stefano Paoloni, quelle immagini hanno consentito di «porre fine alle polemiche sterili», mostrando che gli agenti erano intervenuti perché obbligati a farlo. «Le bodycam sono uno strumento fondamentale e di grande trasparenza», afferma il sindacalista, ricordando come il Sap chieda la loro introduzione fin dal 2013 anche per contrastare quelle che definisce «false e strumentali denunce» nei confronti degli operatori di polizia.
Il decreto ha aperto la strada, ma nel capoluogo emiliano alcuni poliziotti hanno acquistato personalmente una bodycam da utilizzare durante il servizio. Una scelta che il segretario provinciale del Siulp (sindacato italiano unita.
