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Governo

Migranti, l’Italia accelera sui rimpatri. Meloni: “Difesa dei confini, sicurezza e rispetto delle regole”

Oltre a ridurre gli sbarchi, l’Italia sta lavorando per aumentare il numero di irregolari che vengono rimandati nei Paesi di origine

L'invasione Ceuta, exclave spagnola in Marocco, potrebbe essere presa d'assalto a Ferragosto, quando è annunciata una seconda ondata di migranti Problemi sanitari in aumento

Mai come quest’anno l’Italia sta accelerando sulle espulsioni dei soggetti che non hanno titolo a permanere sul territorio nazionale ed europeo, essendo spesso leader di convogli di ritorno internazionali, organizzati con altri Paesi dell’Ue. Ed è questo che Giorgia Meloni ha voluto evidenziare con un video pubblicato sui social: “Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada”. Nella giornata di ieri, nell’ambito delle iniziative realizzate nella cornice europea e con il coordinamento dell’Agenzia Frontex, è stata portata a termine un’operazione congiunta di rimpatrio con un volo charter diretto al Cairo, in Egitto, organizzato dall’Italia. A bordo del charter erano presenti 17 cittadini egiziani, tutti espulsi dall’Italia.

Nel 2026, con i dati aggiornati all’11 agosto, l’Italia ha rimpatriato 5.321 migranti, di cui 744 mediante rimpatri volontari assistiti e 4.577 forzati. Nello stesso periodo nel 2025 furono 4.012 e anche osservando la serie storica per trovare numeri simili bisogna tornare al 2019, quando nei 12 mesi i rimpatri furono 7.457. considerando che mancano 4 mesi alla fine dell’anno è probabile che quest’anno il numero totale si avvicinerà molto a quello, o forse lo supererà. “Le espulsioni per motivi di sicurezza nazionale dall’ottobre del 2022 ad oggi sono state 256”, ha spiegato il ministro Matteo Piantedosi in audizione davanti al Comitato Schengen sul temporaneo ripristino dei controlli alle frontiere tra Italia e Spagna, sottolineando anche che i rimpatri quest’anno “quasi il doppio dello stesso periodo del 2024 e del 2025. È la prova che con politiche di grande rigore e di grande fermezza rispetto a un’immigrazione irregolare e insostenibile è possibile arginare un fenomeno che nasce e prospera grazie ad attività criminali organizzate”. Lo dimostrano anche gli sbarchi, che dall’inizio dell’anno “sono calati del 55% rispetto al 2025 e se raffrontiamo gli sbarchi dei primi sette mesi del 2023, l’inizio della legislatura, con lo stesso periodo di quest’anno, i numeri crollano dell’82%”.

Per quanto riguarda la situazione a Ceuta, il titolare del Viminale ha ribadito che “la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”. Il 15 agosto è stata chiamata una nuova invasione e, nonostante il rafforzamento dei controlli, il rischio appare ancora altissimo. Ovviamente, ha sottolineato ancora una volta, è “fuori discussione qualsiasi atto ostile nei confronti della Spagna, Paese a noi legato da storici vincoli di amicizia e fratellanza” ma il reintegro dei controlli, che non sta comunque impattando sul turismo, “è stata una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come del resto avvenuto in tantissimi altri casi”. Nei 10 giorni in cui sono stati riattivati i controlli, per esempio, “abbiamo effettuato 3 arresti e respinto, in quanto illegali, 21 cittadini di Paesi terzi, di cui 6 marocchini”. Piantedosi ha ricordato alla commissione che “non può esserci libertà di circolazione senza sicurezza dello spazio comune” e per questo “dobbiamo agire per salvaguardare le nostre comunità dalle potenziali minacce per la sicurezza, derivanti dalle complesse dinamiche dei flussi migratori irregolari”.

E ha voluto anche riportare il dibattito alla realtà, perché “qualsiasi narrazione che descriva la situazione come sotto controllo - emersa soprattutto nel dibattito italiano - si scontra con la realtà dei fatti. Il problema non risiede nell’impegno delle autorità di Madrid, ma nell’oggettiva ingovernabilità di una crisi di tale portata”. Per altro, “diverse fonti evidenziano come alcune aree del Marocco, comprese quelle in prossimità di Ceuta, siano storicamente oggetto di reclutamento e radicalizzazione da parte jihadista e di questo va tenuto in considerazione” e “le informazioni condivise hanno evidenziato la sussistenza di elevati profili di rischio per la sicurezza interna”. Proprio per questo motivo “l’Europa deve essere più rigorosa nei confronti degli Stati membri che, per scelte politiche o ideologiche, adottano decisioni suscettibili di produrre effetti su tutto il territorio dell’Unione. Proteggere le frontiere europee e garantire la tenuta del complessivo sistema di gestione dell’immigrazione è la nostra priorità”. Piantedosi ha stigmatizzato anche il comportamento della Spagna con la ritorsione sulla chiusura di Schengen, perché “quel che ha scelto di fare il governo è pienamente dentro il diritto europeo. Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell’Italia. E non mi risulta che in quelle circostanze siano state espresse perplessità o richieste di approfondimento”. E ha ribadito come “l’iniziativa dell’Italia si fonda su solide basi oggettive e l’attività di controllo è focalizzata e modulata in funzione di esse, la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro stessa ammissione, ad una logica sostanzialmente ritorsiva che contrasta con la stessa ratio dell’istituto e con il principio europeo di solidarietà”.

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