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Governo

Migranti, arrivi dimezzati. Meloni: “La strada giusta”

La premier: “Le espulsioni nei confronti degli irregolari proseguono”. E Piantedosi scrive all’omologo in Germania: “Non riaccoglieremo i tre espulsi”

Meloni al Giornale: "Ora tolleranza zero"

Nelle ore in cui l’allerta per una possibile nuova ondata migratoria verso Ceuta e Melilla resta alta, l’Italia conferma la linea dura. Tanto che il ministro Matteo Piantedosi, scrivendo all’omologo tedesco, comunica di non di non essere disposto a riaccogliere i tre «migranti secondari» che Berlino vorrebbe rimpatriare. É Giorgia Meloni (foto) a rilanciare sui social le operazioni di espulsione, pubblicando il video di alcuni immigrati irregolari imbarcati su un aereo dalla polizia. «Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano», scrive la premier. «Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada». Una linea che trova conferma nelle parole di Matteo Piantedosi, intervenuto davanti al Comitato Schengen. «Stiamo attentamente monitorando la situazione e, come preannunciato, la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto». In questo contesto, Piantedosi si è detto indisponibile a riaccogliere i migranti «dublinati» che Berlino vuole espellere nel nostro Paese. Anche perché i tre casi di espulsione sono nati prima dell’entrata in vigore del nuovo patto migranti. Il titolare del Viminale, poi, difende anche la legittimità della decisione italiana su Schengen. «Quel che ha scelto di fare il governo è pienamente dentro il diritto europeo. Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell’Italia». Al contrario «mentre l’iniziativa dell’Italia si fonda su solide basi oggettive, la sospensione operata da Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro ammissione, a una logica ritorsiva». Piantedosi ha quindi ricordato che il ripristino dei controlli alle frontiere è stato utilizzato centinaia di volte dagli Stati europei. «Anche la Germania a partire dal 2025 ha esteso i controlli sistematicamente a tutti Paesi confinanti». E ha citato tra i Paesi che attualmente adottano questa misura Francia, Austria, Germania, Danimarca, Olanda, Polonia, Svezia e Norvegia. «È emblematico il caso della Francia che oramai dal lontano 2015, cioè da 11 anni, mantiene chiuse delle frontiere con Italia, Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera e con la stessa Spagna». Sul fronte degli arrivi, il ministro ha rivendicato i risultati del governo. «Da inizio anno, gli sbarchi in Italia sono calati del 55%» e, rispetto ai primi sette mesi del 2023, «i numeri crollano dell’82%». Nel 2026 sono sbarcate «circa 17 mila persone, meno di un quarto di quelle giunte a Ceuta in due giorni». Poi i numero: «Dall’ottobre del 2022 sono state effettuate 256 espulsioni, mentre i rimpatri nel 2026 sono arrivati a circa 5.300». Infine l’appello: «L’Europa deve essere più rigorosa nei confronti degli Stati che, per scelte politiche o ideologiche, adottano decisioni suscettibili di produrre effetti su tutto il territorio dell’Ue».

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