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Governo

La sorpresa del ministro: “Già potenziati gli organici”

La nota di Via Arenula: “Si è provveduto a un ampliamento di oltre duecento posti”. Il vero nodo sono gli affitti troppo cari in città

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio In aula alla Camera durante il voto di fiducia posta dal Governo sull�articolo 1 della proposta di legge recante disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Legge Elettorale). Roma, 06 ottobre 2026. ANSA/ANGELO CARCONI

Il costo della vita a Milano diventa un problema anche per la giustizia. Sono tanti i dipendenti amministrativi, stabilizzati dal ministero, che rinunciano a prendere servizio nella «lussuosa» capitale lombarda, perché con quegli stipendi a fine mese non ci si arriva. E così il sistema rischia la paralisi. Con una conferenza stampa e una lettera appello al ministro Carlo Nordio il presidente del Tribunale, Fabio Roia denuncia l’emergenza milanese: una «situazione drammatica», in cui a rischio sarebbero i «i servizi essenziali» e le «risposte sul fronte immigrazione, economia, fragilità», con impatti possibili «anche sui reati da codice rosso». Affiancato dalla presidente della sezione Gip, Ezia Maccora, Roia però punta il dito contro il ministero, accusandolo di essere responsabile di un «taglio netto» in pianta organica con un decreto di giugno.

Ma il ministero non ci sta, convinto di aver fatto la propria parte nello stabilizzare gli amministrativi. In una nota Via Arenula precisa «di aver recentemente disposto un significativo incremento della dotazione organica» e di aver compiuto «un’ampia operazione di revisione delle piante organiche del personale amministrativo non dirigenziale». Trapela sorpresa per le accuse di Roia, perché «si è provveduto a un ampliamento di 183 posti di Funzionario dei Servizi Giudiziari, 13 posti di Tecnico di Amministrazione, 1 posto di Funzionario Contabile e 23 posti di Operatore Giudiziario». Questo avrebbe portato a «un miglioramento del rapporto tra il personale amministrativo e di magistratura, incrementato da 2,57 a 3,00. L’Amministrazione ha poi programmato un imminente ulteriore scorrimento della graduatoria relativa al concorso per 2.600 unità area assistenti».

Il nodo non è la carenza di organico tout court. Pochissimi accettano di trasferirsi a Milano, dove con stipendi da 1500 a 1800 euro al mese è difficile affrontare il caro affitti. Il problema è noto a Via Arenula, che però, si sottolinea, ha fatto la sua parte destinando a Milano il personale amministrativo previsto. Ma la competenza, viene precisato, non può coprire anche tematiche strutturali che non hanno a che fare con la giustizia. Quello che si può fare e che si sta facendo, è lavorare sullo scorrimento delle graduatorie, in modo da consentire che i posti lasciati vacanti dalle rinunce vengano riempiti. C’è poi un dato: “«Il consistente numero di rinunce registrato nel corso delle precedenti assegnazioni risulta influenzato da una circostanza peculiare: dei circa mille candidati che non hanno preso servizio, a fronte delle 2.600 assunzioni previste a livello nazionale, circa 600 erano lavoratori già impiegati nell’Amministrazione della giustizia nell’ambito dei progetti PNRR, i quali, nelle more dello scorrimento della graduatoria, sono stati stabilizzati in profili dell’Area dei Funzionari».

Per il ministero si tratta di un «fenomeno straordinario e non ripetibile nelle medesime dimensioni. Pertanto, in occasione dei prossimi scorrimenti della graduatoria, è ragionevole attendersi una significativa riduzione delle rinunce e delle mancate prese di servizio». Una criticità che riguarda, sul fronte carovita, secondo il mnistero tutto il nord Italia.