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Governo

Lascia il social manager della Meloni: progetti personali

Longobardi chiude l’esperienza a Chigi: l’encomio della premier. Ma continuerà a collaborare con lei

Tommaso Longobardi: "La premier in un podcast è una svolta. Assurdo mettere Fedez nel tritacarne"

Tommaso Longobardi è stato per otto lunghi anni la spalla social di Giorgia Meloni. L’ombra discreta e silente che in pochi notavano mentre con il suo smartphone seguiva passo dopo passo e in ogni dove la leader di Fratelli d’Italia. Il loro è stato un connubio professionale talmente collaudato, ricco di successi e gratificazioni che non aveva neanche più bisogno di tante parole o confronti, ma che in molte occasioni si esauriva semplicemente in qualche sguardo d’intesa, prima di pubblicare qualcosa o di registrare un reel. Ieri invece, come un fulmine a ciel sereno, così almeno è stato per molti ma non per chi questo lavoro lo conosce dal di dentro, Longobardi ha deciso di rendere pubblica la decisione di «chiudere questa esperienza e aprire una nuova fase del mio percorso professionale. Il mio lavoro a Palazzo Chigi si conclude qui. Continuerò ad affiancare Giorgia sulla strategia e sulla comunicazione digitale». Questo il passaggio centrale del suo post pubblicato sugli account social che in pochi minuti

è rimbalzato sui siti di informazione e che ha continuato a generare per l’intera giornata condivisioni e commenti. La scelta del responsabile della comunicazione social e digitale di Giorgia Meloni proprio perché improvvisa e per nulla prevedibile ha immediatamente scatenato illazioni di ogni genere, facendo ipotizzare l’esistenza di un qualche dissidio non più sanabile, di rotture traumatiche o di litigi furiosi, tant’è che lo stesso Longobardi per spazzare il campo da possibili strumentalizzazioni si è visto costretto a pubblicare un secondo post con la foto dell’encomio firmato dalla Meloni. Come detto, però, solo chi conosce questo lavoro dal di dentro può comprenderne l’effettivo logoramento, lo straniamento che ti prende dopo anni in cui per cercare di essere sempre professionale ed efficace sei obbligato a pensare e vivere come il leader, il cliente, che segui. L’introiezione è nella prima parte fondamentale per portare risultati, per incassare like e visualizzazioni, ma alla lunga può diventare

anche una gabbia, un recinto per fare e sperimentare anche altro Ecco perché, dopo nove anni e migliaia di chilometri e centinaia di incontri, Longobardi ha deciso di allargare il perimetro di quella gabbia lasciando Palazzo Chigi per sperimentare anche altri percorsi. Del resto, chi ha letto con attenzione il suo libro, Senza Maschera, in cui Tommaso Longobardi ripercorre questi anni di lavoro al fianco di Giorgia Meloni, avrà colto tra le righe proprio quel desiderio di evasione professionale, di provarsi in qualche nuova sfida. Adesso c’è da capire quali potrebbero essere i nuovi approdi, pur se c’è da scommettere che continuando dall’esterno a seguire Giorgia Meloni il suo campo da gioco resterà inevitabilmente quello politico e ancor di più quello del centro-destra.

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