Il 7 ottobre è diventato un anniversario celebrativo per i pro Pal, un’occasione per inneggiare alla «resistenza palestinese» di Hamas, che con il suo blitz in Israele del 2023 ha riacceso il conflitto mediorientale. La discussione sul tema è legittima, ma i collettivi studenteschi a ogni anniversario, cercano di organizzare cortei in quella data per celebrare l’azione di Hamas. «Viva la resistenza in ogni sua forma», dicono. Ieri al Viminale si è riunito il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Durante l’incontro è stato posto il focus sugli «eventi di piazza in programma il prossimo 7 ottobre», decidendo per un ulteriore rafforzamento dei dispositivi di sicurezza. Il rischio di scontri c’è, anche perché sui social il tam-tam è già partito con i soliti toni propagandistici. In passato le manifestazioni non sono state autorizzate quel giorno e quest’anno i cortei sono stati convocati per sabato 10 ottobre in decine di piazze del Paese.
Una fonte spiega a Il Giornale che «al momento non ci sono particolari criticità» ma la tensione è altissima anche perché, pur senza (per ora) chiamate per le piazze, il 7 ottobre sono stati organizzati due eventi nelle università di Torino e Bologna. Nel capoluogo piemontese, Torino per Gaza, Giovani Palestinesi Italia, Global Sumud Flotilla, Associazione Palestinesi in Italia e altri hanno annunciato un dibattito al Campus Einaudi intitolato «Tre anni di genocidio, Tre anni di resistenza». L’assemblea non è stata autorizzata e la rettrice Cristina Prandi ha dissociato l’Ateneo sottolineando che «la scelta di questa data conferisce all’iniziativa un carattere provocatorio». Anche a Bologna i Giovani Palestinesi hanno promosso un incontro in università, anche questo non autorizzato, definendo il pogrom del 2023 «una delle più importanti azioni della resistenza palestinese». Pietro Vignali, esponente di Fi in Emilia, si è rivolto al sindaco Matteo Lepore chiedendo un suo intervento con «concrete azioni preventive volte a impedire lo svolgimento di iniziative abusive».
Intanto, lo stesso Piantedosi ha annunciato che sono stati rimpatriati due stranieri che, insieme a un terzo soggetto, avevano aggredito a Milano alla fermata dell’autobus il rabbino di via Soderini. «Non c’è spazio nel nostro Paese per odio e violenza e nessun gesto di antisemitismo verrà mai tollerato» ha detto il ministro.
