Giorgia Meloni ha organizzato il vertice Ecad contro le droghe e le dipendenze nel centro di San Patrignano, definito dalla premier “una fabbrica di speranza e di libertà” che “rappresenta qualcosa di unico ed eccezionale, e ci è sembrato naturale e utile mostrare ai partner della coalizione cosa intendiamo quando parliamo di recupero”.
Recupero, ha proseguito la premier, “ha la stessa radice del latino capere, prendere. Recuperare vuol dire prendere, riconquistare, recuperare. Per i latini significava tornare in possesso di qualcosa che era stato perduto o rubato. È esattamente quello che accade ogni giorno, da circa cinquant’anni, all’interno di questo luogo”. Ma, soprattutto, si ha tenuto a sottolineare, “a chi arriva su queste colline, nessuno chiede di cancellare il proprio passato. Nessuno chiede, diciamo così, di aggiustare qualcosa che si è rotto. A chi arriva qui viene chiesto di andarsi a riprendere la propria vita. Pezzo per pezzo. Tutto quello che la droga ha strappato via. La dignità prima di tutto. La responsabilità verso gli altri. Il coraggio di scegliere la libertà ogni giorno in luogo della schiavitù. E poi la pace con il proprio passato che serve come precondizione per la voglia di un futuro, insieme alla consapevolezza che nessun futuro è possibile se non si comincia da qui e da oggi. Ecco quello che insegna a chiunque questo luogo”.
Ed è proprio da San Patrignano che la premier ha voluto ribadire la sua posizione, che è anche quella del governo, sulla Cannabis, perché i suoi derivati “che qualcuno si ostina irresponsabilmente a definire droghe leggere, hanno una concentrazione di THC fino a trenta volte più alto di qualche decennio fa e si abbassa sempre di più l’età del primo consumo
