Nel suo discorso inaugurale alla Camera (era il 25 ottobre del 2022) la premier Giorgia Meloni ( nella foto ) sottolineò che la ricostruzione di Amatrice e di tutta l’area interessata dal terremoto che aveva sconvolto l’alta valle del Tronto la notte del 24 agosto del 2016, rappresentava una priorità per il suo esecutivo. Oggi, aquasi quattroanni di distanza, la stessa Meloni sarà ad Amatrice per la cerimonia che ricorda il decennale di quella tragedia, che costò 299 vittime e oltre 40mila sfollati. Il sisma distrusse Amatrice, Accumoli eArquata del Tronto, interessando anche l’area di Norcia. Le scosse continuarono anche nei giorni successivi. E il 30 ottobre si registrò quella più forte: 6,5 della scala Richter. Per fortuna l’evacuazione dei giorni precedenti ha evitato altre vittime.
«Quella notte rimarrà per sempre fissata nelle nostre menti ricorda la premier nella prefazione al libro Le pietra della rinascita , presentato al Meeting di Rimini - . Oggi il cratere sismico è il cantiere più grande d’Europa: 8mila kmq, 4 regioni interessate con 138 comuni ». «Il cammino della ricostruzione non èfinito. Molto è stato fatto scrive la premier - ma altrettanto resta da fare. E intendiamo farlo. Con determinazione e caparbietà per rispondere a quella “domanda di futuro” che ci viene rivolta da chi ènato e vissuto in quei luoghi». La prossima sfida dell’esecutivo sarà quindi la «rinascita, economica e sociale, dell’Appennino centrale ». Intanto sono i numeri a confermare che la ricostruzione sta andando avanti. Ed è proprio il commissario straordinario a fare un primo bilancio. «Negli ultimi tre anni lo Stato ha messo a disposizione per la ricostruzione pubblica qualcosa come 4,3 miliardi di euro», parole del commissario straordinario Guido Castelli. «A dieci anni dal terremoto - spiega il vicepremier Antonio Tajani, intervistato dall’ AdnKronos - serve un bilancio serio su quanto è stato fatto e quanto resta da fare evitandopropaganda e demagogia ». Al momento della tragedia il ministro degli Esteri era europarlamentare e nel 2017, poco dopo essere stato eletto presidente dell’Aula di Strasburgo, annunciò lo stanziamento di 1,2 miliardi del Fondo europeo di solidarietà per la ricostruzione di Amatrice. «Il più grande mai concesso fino ad allora a uno Stato membro».
Fiducioso si dimostra anche il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci: «Stiamo uscendo dall’emergenza». Il problemamaggiore resta la complessità del quadro amministrativo. «Oggi - spiega l’ex governatore della Sicilia - abbiamo tecnologie che ci consentono di costruire velocemente, tuttavia tra regole comunitarie, regolarità urbanistiche e vincoli sui beni culturali il lavoro è rallentato». A sottolineare il concreto avanzamento della ricostruzione è il primo cittadino di Amatrice, Giorgio Cortellesi che oggi pomeriggio accoglierà la presidente del Consiglio. «La presenza della premier - sottolinea - mi riempie d’orgoglio. Il suo arrivo nonè un atto simbolico verso una comunità che col sisma del 2016 ha perso affetti e case, ma è anche e soprattutto il segno della vicinanza del governo dimostrata in questi anni con atti concreti ». Il decennale del terremoto di Amatrice è protagonista anche del Meeting di Rimini con una mostra fotografica (oltre alla presentazione del già citato volume), ed è entrato anche nell’Angelus di Leone XIV. Resta al fondo la preoccupazione per lo spopolamento dell’area. E l’appello arriva dal responsabile degli agricoltori marchigiani. «Dopo dieci anni la ricostruzione è visibile - spiega Alessandro Taddei della Cia Marche - ma resiste il problema dello spopolamento. Servono risposte concrete. Se perdiamo agricoltori e famiglie rischiamo paesi nuovi ma vuoti».
