L’aiuto di Matteo Salvini ai genitori separati ha avuto successo. A dirlo sono i numeri. 15.540 le domande arrivate. Un provvedimento caro al segretario della Lega che, da anni, insisteva: bisogna aiutare chi si separa. Come direbbero i leghisti detto fatto. E adesso, dopo le richieste, si passa ai bonifici. Il ministero delle Infrastrutture punta a liquidare i contributi entro Natale, già il 15 dicembre. Non a tutti, però: le istanze sono in verifica e solo quelle ammesse saranno finanziate. Sul tavolo ci sono 20 milioni di euro per il 2026, altrettanti per il 2027 e per il 2028. Salvini guarda già avanti: A inizio 2027 sarà fatto un altro bando, annuncia, auspicando ulteriori risorse perché la richiesta c’è. Il meccanismo è semplice: lo Stato paga metà dell’affitto annuale, fino a un massimo di 6mila euro, ai genitori separati o divorziati con figli a carico sotto i 21 anni che hanno dovuto lasciare l’abitazione familiare di proprietà. Serve un contratto regolarmente registrato e un reddito individuale non superiore a 35mila euro. Ed è proprio qui che arriva la scelta politica rivendicata dal leader leghista: niente Isee, si guarda alla dichiarazione dei redditi. Una differenza che cambia la fotografia dei richiedenti. Una scelta giusta per Salvini. L’83,2% delle domande arriva infatti da cittadini italiani, l’11% da extracomunitari e il 4% da cittadini comunitari. Penso sia il primo contributo pubblico elargito in Italia che va per la stragrande maggioranza a cittadini italiani, osserva il vicepremier. Percentuali riferite alle domande, non ancora ai beneficiari, ma al ministero il dato viene letto come la conferma di una scelta precisa sui requisiti di accesso. C’è poi un’altra sorpresa, ammessa dallo stesso Salvini: a chiedere il sostegno sono soprattutto le donne, oltre il 60%, contro il 40% degli uomini. Quasi un richiedente su due ha tra i 45 e i 54 anni. Il disagio non conosce confini: il 48,4% delle richieste arriva dal Nord, il 18,8% dal Centro e il 32,8% dal Sud. Prima la Lombardia, con il 15%, seguita dalla Campania al 12,4%, quindi Piemonte e Veneto al 9,6% e Lazio al 9,1%. Un aiuto non di poco conto, soprattutto in questo periodo storico con l’inflazione alle stelle. A pesare sono soprattutto gli affitti: in media 4.800 euro annui al Sud, 5.700 al Nord e oltre 6mila al Centro. Così, per fare l’esempio scelto da Salvini, a una madre o a un padre di Roma che paga 6mila euro l’anno potranno arrivare 3mila euro in un unico bonifico. Non un assegno mensile, dunque, ma una somma accreditata tutta insieme. E il contributo non riguarda soltanto chi ha redditi bassissimi. Il 39% dei richiedenti dichiara fino a 15mila euro, il 32% tra 15mila e 25mila e il 29% tra 25mila e 35mila. È quel famoso ceto medio che, sottolinea Salvini, altrimenti è escluso da tutti gli altri contributi. Fra i richiedenti il 14% si dichiara disoccupato e il 6% disabile. Numeri che raccontano quanto possa diventare costoso ricominciare dopo una separazione. Per ora sono 15.540 domande, da tutta Italia. La prossima prova sarà trasformarle, dove spettano, in aiuti concreti.
