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Il "Times" applaude il record di Giorgia. "Una longevità straordinaria dopo 68 governi"

Il quotidiano incorona la stabilità dell’esecutivo Meloni. "Starmer e Merz possono sognare il suo consenso"

Il "Times" applaude il record di Giorgia. "Una longevità straordinaria dopo 68 governi"
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Se in Italia infuriano le polemiche per la mancata presenza a Tivat, in Montenegro, o addirittura per le scarpe basse indossate durante la parata del 2 giugno, la grande stampa internazionale si interroga su come abbia fatto Giorgia Meloni a diventare uno dei leader più stabili e influenti d'Europa.

L'ultimo riconoscimento arriva dal quotidiano britannico The Times, che nell'edizione domenicale le dedica un'analisi dal titolo eloquente: «In Italia si assiste a un continuo avvicendamento di primi ministri: come mai Giorgia Meloni è rimasta in carica così a lungo?». Il giornale ricorda come il Paese abbia avuto «68 governi dalla fine della guerra» e osserva che l'esecutivo guidato dalla premier è ormai «a tre mesi dal diventare il più longevo».

Secondo il quotidiano londinese, la leader di Fratelli d'Italia rappresenta un'eccezione nel panorama politico nazionale ed europeo. «La longevità politica della prima donna a guidare il Paese è tanto più straordinaria se si considera il numero di governi europei che sono caduti vittime delle turbolenze politiche della prima metà degli anni 2020», scrive il Times, sottolineando come, al contrario, «l'indice di gradimento di Meloni si sia mantenuto intorno al 40%, rendendola di gran lunga la politica più popolare del Paese».

Il giornale evidenzia inoltre che i sondaggi continuano a premiare Fratelli d'Italia, attribuendo al partito «un paio di punti percentuali in più rispetto al 26% ottenuto alle ultime elezioni», un risultato che, secondo il quotidiano britannico, «Sir Keir Starmer o Friedrich Merz, il travagliato leader tedesco, potrebbero solo sognare».

Non si tratta di una valutazione isolata. Negli ultimi anni numerose testate internazionali hanno evidenziato la trasformazione di Meloni da scommessa politica a interlocutrice riconosciuta nelle cancellerie occidentali, apprezzandone il pragmatismo in politica estera e la capacità di garantire continuità governativa. Emblematico è il caso di Politico che l'ha indicata tra le personalità politiche più influenti del continente o di Bloomberg che ha più volte rimarcato la capacità della presidente del Consiglio di consolidare la propria posizione sia sul piano interno sia su quello internazionale.

In più occasioni, inoltre, analisti e commentatori stranieri hanno riconosciuto come Meloni abbia sorpreso numerosi interlocutori internazionali, riuscendo a costruire un profilo politico affidabile anche presso ambienti che inizialmente ne avevano accolto con scetticismo l'ascesa a Palazzo Chigi.

Il contrasto con il dibattito domestico appare evidente. A riconoscerlo, almeno inizialmente, è stato anche Carlo Calenda. Il leader di Azione aveva criticato le polemiche sull'assenza di Meloni a Tivat, giudicandole eccessive e poco rilevanti. Salvo poi assumere toni diversi su altri social network, alimentando l'impressione di una posizione perlomeno oscillante.

Il risultato è una discussione pubblica che sembra concentrarsi più sugli aspetti simbolici, estetici o sulle polemiche quotidiane che sulle dinamiche politiche di sostanza.

Con il paradosso della percezione esterna, quella che si registra al di fuori dei confini nazionali, dove l'interesse si rivolge soprattutto verso la capacità del governo italiano di garantire stabilità, continuità e peso negoziale in un contesto internazionale sempre più complesso.

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