Leggi il settimanale

Energia, Bruxelles apre alla flessibilità: accolta la proposta di Giorgetti

Per l'Italia fino a 14 miliardi nel triennio 2026-2028 per investimenti strategici

Energia, Bruxelles apre alla flessibilità: accolta la proposta di Giorgetti
00:00 00:00

Alla fine, il risultato è arrivato. La Commissione europea ha deciso di ampliare la flessibilità prevista dalla Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, consentendo agli Stati membri di utilizzare una quota delle risorse anche per rafforzare il sistema energetico. Una decisione che rappresenta un importante riconoscimento delle richieste avanzate dal governo italiano e sostenute in prima persona dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.

Ad annunciare la novità è stato il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis, spiegando che Bruxelles propone "una flessibilità fiscale limitata per affrontare le sfide della crisi energetica", attraverso l'estensione della clausola già prevista per la difesa. Il meccanismo consentirà di utilizzare fino allo 0,3% del Pil all'anno tra il 2026 e il 2028, con un limite complessivo dello 0,6% del Pil nel triennio.

Uno spazio da 14 miliardi per l'Italia

Tradotto in cifre, per l'Italia si apre uno spazio potenziale che può arrivare fino a circa 13-14 miliardi di euro complessivi nell'arco dei tre anni. Non si tratta di una deroga illimitata, ma di un margine significativo che consentirà di sostenere investimenti strategici senza compromettere il percorso di consolidamento dei conti pubblici.

Dombrovskis ha precisato che "non sarà possibile utilizzare lo 0,3% del Pil ogni anno per tre anni consecutivi" perché "il limite complessivo sull'intero periodo resta pari allo 0,6% del Pil". Tuttavia, la misura resta inserita all'interno della flessibilità già prevista per la difesa e mantiene quindi una forte valenza strategica.

Il successo del lavoro diplomatico del Mef

Particolarmente significativa è la valutazione dello stesso commissario europeo sul ruolo dell'Italia. "Considerato il forte interesse dell'Italia per questa soluzione di flessibilità fiscale, posso presumere che l'Italia sarà interessata a utilizzarla", ha dichiarato Dombrovskis.

Parole che confermano come la proposta italiana sia stata recepita a Bruxelles dopo mesi di interlocuzione. Un risultato rivendicato anche dal ministro Giorgetti, che ha sottolineato come la Commissione abbia accolto indicazioni che fino a poco tempo fa apparivano difficilmente praticabili.

"Sono soddisfatto perché la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato", ha affermato il titolare del Mef.

Le risorse per famiglie, imprese e sicurezza energetica

La nuova flessibilità non riguarderà esclusivamente gli investimenti tradizionali. Dombrovskis ha chiarito che "non stiamo parlando esclusivamente di investimenti in senso stretto" e che tra le misure ammissibili "possono quindi esserci misure di sostegno alle famiglie".

L'obiettivo individuato dalla Commissione è quello di accelerare l'indipendenza energetica europea e rafforzare la resilienza del sistema continentale. Le risorse potranno quindi essere utilizzate per reti elettriche, sistemi di accumulo, efficienza energetica e infrastrutture strategiche collegate alla sicurezza energetica.

Resta invece esclusa la possibilità di finanziare misure che incentivino il consumo di combustibili fossili. "Ma non un sostegno ai combustibili fossili", ha precisato il commissario europeo rispondendo a una domanda sull'ipotesi di riduzioni fiscali sull'energia.

Conti pubblici e riforme: Bruxelles promuove l'Italia

La decisione arriva in una fase particolarmente delicata per i conti pubblici italiani. Nelle raccomandazioni pubblicate nell'ambito del Semestre europeo, la Commissione invita il nostro Paese a "garantire la continuità delle riforme e degli investimenti attuati nell'ambito dello Strumento per la ripresa e la resilienza" e ad accelerare l'attuazione dei programmi della politica di coesione.

Un giudizio che si inserisce nel percorso di consolidamento dei conti pubblici perseguito dal governo. Lo stesso Giorgetti ha ricordato che qualsiasi valutazione futura dovrà tenere conto "delle ultime stime fornite dalla Commissione e degli elementi contenuti nelle raccomandazioni della Commissione che testimoniano lo sforzo e la serietà della finanza pubblica italiana".

Nel momento in cui saranno definiti nel dettaglio i criteri applicativi della nuova clausola, il Mef valuterà le iniziative

più efficaci "a tutela di imprese e famiglie". Un ulteriore tassello che rafforza la strategia del governo di coniugare rigore nei conti e sostegno agli investimenti considerati essenziali per la competitività del Paese.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica