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LA STRETTA NECESSARIA

Una risposta concreta contro maranza e baby gang

Un modo di responsabilizzarli e un disincentivo per quegli adulti che li sfruttano e li mandano avanti a compiere reati

La maxi operazione contro le baby gang: oltre 500 arresti, chiusi i profili d'odio

Il problema dei maranza e delle baby gang non è solo un tema di percezione che riscontra qualsiasi cittadino che prende un mezzo pubblico o passeggia la sera nella propria città ma è un dato di fatto fotografato dalle cifre fornite dal Ministero della Giustizia e da vari centri di ricerca.

Secondo Transcrime, centro di ricerca sulla criminalità dell’Università Cattolica di Milano, dal 2019 al 2026 c’è stato un incremento dei reati compiuti da minori del 93% per rissa, del 54% per rapina, del 53% per lezioni, del 29% per violenze sessuali con un record del più 93,5% per porto abusivo di armi e oggetti atti a offendere (in particolare coltelli). Occorre entrare nell’ottica che, fenomeni fino a qualche anno fa diffusi in Francia, Gran Bretagna e nel nord Europa ma marginali in Italia, sono ormai arrivati anche da noi e, di fronte a cifre di questo genere, lo Stato non può far finta di nulla non intervenendo per cercare di arginare un fenomeno che ha un’incidenza in particolare sui giovani immigrati di prima e seconda generazione. Una delle motivazioni che portano le baby gang ad agire con violenza è dovuto proprio all’impunità di cui godono sapendo che, essendo minorenni, possono usufruire della non imputabilità penale. Eppure in concreto cosa cambia, se non una convenzione giuridica, se a sferrare una coltellata mortale o potenzialmente letale è un ragazzo di 17 o 18 anni? Ad essere soprattutto vittima delle baby gang sono proprio i coetanei dei teppisti e, secondo Demopolis, il 43% degli adolescenti italiani quando esce di casa teme di rimanere vittima di violenze e bullismo. La stretta del governo va in questa direzione cercando di responsabilizzare i giovani a non delinquere e introducendo una presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per chi, al momento del fatto, abbia compiuto quattordici anni. La norma anti-maranza è inoltre un disincentivo per gli adulti che sfruttano la minore età per mandare avanti i minorenni a compiere reati con una pratica particolarmente odiosa. Per provare a risolvere il problema delle baby gang occorre intervenire su due fronti: da un lato responsabilizzando anche penalmente i minori, dall’altro investendo nell’educazione e nella formazione. Da questo punto di vista il governo era già intervenuto con il Decreto Caivano rafforzando la vigilanza sull’obbligo di istruzione e introducendo maggiori controlli contro la dispersione scolastica. Risposte concrete per arginare maranza e baby gang.

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