Grecia Una bomba a Salonicco firmata dagli insurrezionalisti

La tensione è da codice rosso. Ed è scattato l’allarme terrorismo. Dopo l’ordigno piazzato davanti al carcere Korydallos di Atene, mercoledì sera, ieri è stata fatta esplodere una bomba nel Palazzo di giustizia di Salonicco: soltanto due feriti lievi, ma danni ingenti all’edificio e, soprattutto grande panico tra la popolazione. È una vera tanica di benzina lanciata sul fuoco della protesta dilagante dei lavoratori pubblici e privati che continuano a manifestare contro la riforma delle pensioni e il piano di austerità varato dal governo. Mentre i sindacati hanno già proclamato l’ennesimo sciopero generale. Così l’escalation di violenza, iniziata nel dicembre scorso quando la polizia aveva sparato a un adolescente, non accenna ad attenuarsi. La bomba di ieri mattina avrebbe potuto fare una strage. Secondo gli inquirenti le due azioni terroristiche, rivendicate con telefonate anonime alla «Alter» e al quotidiano «Eleftherotypia», hanno la medesima matrice. Vale a dire un atto di «solidarietà» ai leader di Lotta rivoluzionaria (Ea), la più agguerrita formazione armata greca, arrestati nell’aprile scorso e detenuti proprio ad Atene, nel carcere di massima sicurezza di Korydallos.

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