La risposta di Kiev all’aggressione russa non si esaurisce nei territori ucraini occupati dalla Federazione e raggiunge una scala globale. A partire dall’Africa. Prove della presenza dell’Ucraina nel continente africano, dove agiscono i mercenari di Mosca a supporto di vari governi locali, erano state già riportate negli scorsi anni. Un’ulteriore conferma è arrivata negli ultimi giorni con un post pubblicato su X da Kyrylo Budanov, ex capo dell’intelligence militare di Kiev (Gur). Budanov, che attualmente ricopre la posizione di capo dell’ufficio presidenziale di Zelensky, ha postato sul social foto di operativi del Gur affermando che l’intelligence della difesa del suo Paese protegge gli interessi nazionali in tutto il pianeta, “dalla Russia all’Africa, in giacca e cravatta e in tenuta mimetica”.
A muoversi in Africa non sono solo gli 007 ucraini ma anche, come riporta in queste ore la Cnn, un gruppo di élite di operatori di droni. 15, secondo l’emittente all news, sarebbero gli specialisti dell’Ucraina inviati nel deserto del Mali settentrionale che aiutano le forze ribelli locali in lotta contro le truppe russe alleate della giunta militare di Bamako. Libia e Sudan sono gli altri Paesi in cui sono segnalati operativi di Kiev mentre una fonte dell’intelligence della difesa ucraina ha rivelato che truppe provenienti da Ciad, Niger e Burkina Faso si sono recate in precedenza in Mali per ricevere addestramento sull’uso dei droni da parte dei soldati ucraini presenti in loco. Se si allarga il campo al Medio Oriente infiammato dal conflitto tra Washington e Teheran, si apprende che l’Ucraina ha inviato squadre di esperti militari in almeno cinque Paesi della regione per addestrare le forze locali a contrastare la minaccia dei droni Shahed di fabbricazione iraniana.
Tornando all’Africa, il gruppo ucraino in Mali è integrato in un gruppo separatista noto come Fronte di Liberazione dell’Azawad composto principalmente da ribelli tuareg del nord. Gli operativi di Kiev coordinano le operazioni dei ribelli da remoto fornendo loro supporto, addestramento e assistenza operativa. “Il segnale del loro drone mi arriva via internet e io comunico immediatamente via radio cosa fare e dove volare”, ha spiegato alla Cnn uno degli operatori di velivoli senza pilota inviati da Kiev. “Vanno in missione, poi tornano da me e analizziamo ogni dettaglio delle loro azioni”, prosegue la stessa fonte. Che aggiunge: “Io non vado in prima linea” come da ordine diretto dei suoi superiori.
Dall’intelligence della difesa ucraina fanno sapere che lo scopo dei dispiegamenti all’estero è quello di fare pressione sulla Russia e minare l’idea che la Federazione possa essere un alleato affidabile. L’insider precisa che “stiamo trasformando la nostra esperienza nel campo dei droni in uno strumento di politica estera” e che la missione in questione è vantaggiosa anche per gli ucraini che possono così testare le loro attrezzature e competenze in un ambiente completamente diverso e di mostrare ai partner che i loro metodi funzionano ovunque pur richiedendo un “serio adattamento”.
La fonte dell’intelligence di Kiev consultata dalla Cnn mette in evidenza le differenze nel modo di combattere sui due fronti - “in Ucraina si combatte ad alta intensità” mentre in Africa “si tratta più di una guerra di manovra su vasti territori, fatta di imboscate, controllo delle vie di comunicazione, operazioni in piccoli gruppi e dipendenti dalla conoscenza del territorio“. Le differenze di disciplina e addestramento richiedono adattamenti da entrambe le parti, dichiara ancora l’insider che sottolinea come “noi insegniamo loro le tattiche” e “loro ci insegnano a sopravvivere e a combattere”.
