La USS Theodore Roosevelt ha lasciato San Diego domenica scorsa, iniziando il proprio dispiegamento programmato. La destinazione prevista è l’area di responsabilità del CENTCOM, quindi il teatro mediorientale. La partenza è avvenuta in maniera insolitamente discreta: non ci sarebbe stata, infatti, la tradizionale cerimonia e non sono stati osservati i marinai schierati lungo il ponte durante l’uscita dal porto.
USS Theodore Roosevelt (CVN-71) Departs San Diego on Deployment
— San Diego Web Cam (@SanDiegoWebCam) September 28, 2026
Fair winds and following seas to the crew of the USS Theodore Roosevelt (CVN 71)! 🇺🇸⚓
In case you missed our live broadcast, here is the full replay of the Nimitz-class aircraft carrier USS Theodore Roosevelt… pic.twitter.com/uYutjwoRdg
The War Zone ha ricostruito anche le prime ore della navigazione: la Roosevelt ha acceso il transponder AIS alle 9:10 del mattino del 27 settembre, è uscita dalla baia di San Diego poco dopo, ha accelerato fino a oltre 24 nodi e successivamente ha cessato di trasmettere pubblicamente la propria posizione. Oggi, la conferma più esplicita. Un funzionario statunitense ha dichiarato ad Al Jazeera che la Roosevelt ha lasciato San Diego insieme al suo Strike group ed è diretta in Medio Oriente.
La Roosevelt è la nave ammiraglia del Carrier Strike Group 9. Il gruppo comprende la portaerei, il Carrier Air Wing 11, il Destroyer Squadron 23, l’Information Warfare Squadron 9 e l’incrociatore lanciamissili USS Chosin (CG-65), incaricato della difesa aerea del gruppo. Secondo lo US Naval Institute, la Roosevelt dovrebbe raggiungere il CENTCOM per dare il cambio alla USS George Washington, entrata nell’area della Quinta Flotta americana ad agosto.
Al momento dell’ultima rilevazione, nel teatro mediorientale erano presenti due Carrier Strike Group, quelli della USS George Washington e della USS George H.W. Bush, oltre al Boxer Amphibious Ready Group. La George Washington non è semplicemente “nei dintorni”: veniva data operativa nel Mar Arabico a sostegno delle operazioni statunitensi contro l’Iran, insieme al Carrier Air Wing 5.
Lunedì 28 settembre, appena un giorno dopo la Roosevelt, ha lasciato San Diego anche il Makin Island Amphibious Ready Group diretto verso il Medio Oriente con oltre 2.000 Marines. Si tratta di una forza d’intervento rapido dal mare: può trasportare e sbarcare Marines, mezzi e rifornimenti, condurre operazioni anfibie ed evacuazioni e fornire supporto aereo. La U.S. Navy lo definisce infatti una forza di “ready response”, capace di operare autonomamente oppure insieme a un Carrier Strike Group.
La concentrazione di queste forze darebbe ai comandanti americani un enorme ventaglio di opzioni nei confronti dell’Iran.
Can Confirm USS Makin Island (LHD-8) Still in San Diego Coast.
— OSINT Digest (@Indowatchosint) October 1, 2026
Feels having Training before it begins 13,000 miles (21,000KM) Hectic Travel to CENTCOM Area of Responsibility
Also Feels the Following Ships to Join Middle East :
USS Chosin (CG-65)
USS Anchorage (LPD-23)
USS John… https://t.co/fn8Lh9N7eL pic.twitter.com/IisUMeGJnt
Il movimento navale coincide con la recrudescenza delle tensioni Washington-Teheran. Reuters riferisce proprio oggi che l’Iran starebbe preparando piani per una risposta più ampia e dura qualora gli Stati Uniti riprendessero attacchi su larga scala. Secondo tre alti funzionari iraniani e un’altra fonte citati dall’agenzia, Teheran starebbe considerando una gamma di obiettivi più vasta e avrebbe chiesto a gruppi alleati in Libano, Yemen e Iraq di prepararsi a sostenere una risposta coordinata in caso di un nuovo grande attacco statunitense.
Dal suo canto, Donald Trump ha dichiarato che la più recente proposta ricevuta dall’Iran non sarebbe sufficiente al cessare delle ostilità e ha lasciato aperta la possibilità di riprendere/intensificare i bombardamenti dopo le elezioni di midterm.
