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Guerra

Cina e satelliti spia russi in soccorso all'Iran

Pechino pronta a “tutelare i diritti di Teheran”. E Mosca aiuta a colpire le basi Usa

A Pechino Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi

Forte dell’appoggio della Cina, che si dice pronta «a salvaguardare» i diritti dell’Iran dopo l’incontro ieri a Pechino tra i rispettivi ministri degli Esteri, Teheran proclama di volere il ritorno a «una soluzione pacifica» con gli Stati Uniti. Dichiarazioni smentite dal caos che la Repubblica islamica e i suoi proxy continuano a spargere in tutto il Medioriente. Anche grazie al sostegno sottobanco di satelliti spia russi che, come rivela Cnn, sono stati usati nei giorni scorsi per uno dei devastanti attacchi dell’Iran a una base militare statunitense in Arabia Saudita. Proprio il Regno guidato dal principe ereditario Mohammed Bin Salman (Mbs) si conferma in queste ore obiettivo principale degli Houthi, gli estremisti sciiti foraggiati dall’Iran. Dallo Yemen, i ribelli filo-Teheran hanno fatto sapere di aver abbattuto un caccia F-15 saudita nell’area del governatorato di Marib e di aver preso di mira con missili e droni una base aerea militare in Arabia Saudita e un impianto Aramco, il colosso energetico di Riad. I miliziani continuano a negare di avere intenzione di chiudere lo stretto di Bab el-Mandeb o il Mar Rosso se non alle navi del Regno nemico. E durante lo scorso fine settimana, secondo diverse fonti, rappresentanti dei «Partigiani di Allah» hanno incontrato in Oman funzionari statunitensi e promesso in quell’occasione che non attaccheranno né navi americane né navi israeliane. Nel mirino, sostengono, ci sarebbe solo Riad. L’incontro, riservatissimo fino a oggi, è avvenuto presso l’ambasciata statunitense di Muscat, nonostante gli Houthi siano stati designati «organizzazione terroristica» da Washington e della delegazione faceva parte un funzionario sanzionato dagli Usa.

Mentre gli scontri imperversano in Yemen e l’Arabia Saudita sostiene le forze governative ma resta sotto attacco, infuriata tra l’altro per il drone alla Mecca distrutto prima che potesse entrare nello spazio aereo della città più santa dell’islam, Israele si dice pronto a lanciare nuovi raid sul Libano nelle prossime ore contro Hezbollah, altro proxy dell’Iran. Un quadro generale in cui l’escalation avanza su tutti i fronti, con la Striscia di Gaza di nuovo tristemente al centro delle cronache, dopo che a Gaza City è crollato un palazzo pesantemente danneggiato nel corso della guerra. Oltre venti le vittime accertate finora. Ma il bilancio potrebbe essere ancora più drammatico. All’interno dell’edificio c’erano almeno un centinaio sfollati, metà dei quali bambini.

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