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Guerra

Il Cremlino minaccia di attaccare l’Europa. Trump: “Ho parlato con Putin, non lo farà”

Zakharova: “Potremmo colpire siti militari inglesi. Londra e Parigi giocano col fuoco”. I media Usa: “La missione della Cia per fermare possibili blitz russi contro gli Alleati e invitare la Russia a trattare”. Mosca: “Niente di vero, solo spauracchi”. Varsavia rafforza il fronte Est

Trump ha invitato Putin alla Casa Bianca

Prima le minacce, poi la frenata. Pur con la doverosa tara, obbligatoria per qualsiasi parola esca dal Cremlino, è evidente che i rapporti tra Russia e Occidente si facciano sempre più tesi. Con buona pace delle missioni diplomatiche semi-segrete di questi giorni.

A lanciare parole al veleno ci pensa come spesso accade la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova che minaccia Regno Unito e Francia perché, con il loro supporto all’Ucraina, «stanno giocando con il fuoco». Poi il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha cercato di smorzare dicendo che no, non è vero, la Russia non ha nessuna intenzione di attaccare un Paese Nato. Seda un lato è vero che le parole della sempre sguaiata Zakharova lasciano il tempo che trovano e non sono certo un manifesto di credibilità, è altrettanto vero che Peskov e tutti gli altri i capi e capetti del Cremlino definivano assurdità, provocazioni e falsità anche le voci che davano la Russia prossima all’invasione dell’Ucraina alla vigilia del conflitto. E quindi, attenzione altissima, anche considerata la missione del capo della Cia John Ratcliffe a Mosca che, secondo i media Usa, oltre ai soliti giochi di equilibri, era incentrata a spingere la Russia a trattare ma soprattutto sull’ammonire Mosca da una possibile escalation che coinvolga un Paese dell’Alleanza. «Ma Putin non lo farà- Assicura Donald Trump- Ho avuto buone chiacchierate con lui».

Le parole della Zakharova fanno comunque impressione: «Chi ostacolerà lo svolgimento dell’operazione militare speciale (perché chiamarla guerra non si può, a proposito del concetto di realtà, ndr) diventerà un obiettivo militare legittimo per la Russia», ha detto. E ancora: «Potremmo colpire obiettivi militari inglesi anche fuori dall’Ucraina». Piuttosto inquietante. Ma no, non è vero sono solo «storie allarmistiche, nulla a che vedere con la realtà né con le intenzioni della Russia», ha cercato di smorzare Peskov. Anzi, ma quale escalation. «È la Russia che subisce una politica molto aggressiva da parte dei Paesi europei», dice Peskov. Ma, chissà perché, nessuno gli crede, al di là delle parole di Trump.

Il fronte Est dell’Alleanza, quello più a rischio di incursioni russe, resta bollente. La presidente della Moldavia Maia Sandu, che ieri ha ricevuto la visita del leader ucraino Zelensky, ha condannato il ripetuto ingresso di droni russi nello spazio aereo del Paese parlando di «atto di intimidazione». Mentre Slovacchia e Polonia si muovono in maniera concreta. Diversi contingenti militari slovacchi infatti saranno schierati proprio in Polonia, dove l’esercito è già operativo, come «contributo importante alla sicurezza del fianco orientale della Nato», spiega Bratislava. Monitoraggio dello spazio aereo e supporto alla difesa aerea e missilistica i compiti dei soldati che saranno operativi anche in Romania, altro Paese in prima fila. «La Russia rappresenta una minaccia che né l’Europa né gli Usa possono permettersi di ignorare», ha detto il presidente romeno Nicusor Dan annunciando che il suo Paese aumenterà le spese per la difesa perché «la Romania non aspetterà di essere messa alla prova prima di essere pronta» con la Danimarca che si accoda ai Paesi minacciati.

In questo quadro a tinte molto fosche, resta una flebile speranza. Secondo il capo dell’ufficio presidenziale ucraino Budanov, un nuovo ciclo di colloqui tra le delegazioni ucraina e russa potrebbe tenersi a settembre «Anche con gli americani. Non possiamo fare a meno di loro», ha aggiunto. La Russia, ovviamente, smentisce, ma in questo caso l’ipotesi che la visita di Ratcliffe a Mosca possa portare risultati non è esclusa. Anche se la guerra non si ferma e la tensione internazionale, nella storia recente, non è mai stata così alta.

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