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Guerra

Il piano con Usa e Ue. “Tregua, zona franca e ritiro delle truppe”. E Putin vedrà Trump

Zelensky: “Mosca arruolerà 300mila soldati. Servono 300 Patriot, il 5-10% delle scorte americane”. Il Cremlino: forse incontro al vertice Apec

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Un nuovo spiraglio. L’ennesimo. Ma ancora una volta unilaterale. Ipotizzare un accordo di pace tra Ucraina e Russia resta un esercizio di stile perché la fine della guerra tramite un compromesso, resta la priorità soltanto di una delle parti in causa. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di aver elaborato un piano di pace insieme a Stati Uniti ed Europa. «Cessate il fuoco, zona economica franca e ritiro delle truppe spiega Zelensky - Idee condivise da americani ed europei dopo i colloqui tra gli americani, noi e i russi». La palla quindi, ancora una volta, è sul campo di Mosca da cui però arrivano, come sempre, segnali opposti con Putin che parla di «regime di Kiev nazista» e Lavrov che denuncia una crescente russofobia. Anche se la svolta reale potrebbe arrivare dal possibile incontro tra Trump e Putin al vertice Apec in Cina del 18 e 19 novembre.

«Ci siamo accordati con Kushner eWitkoff, c’è un’idea per un cessate il fuoco. Noi e i russi facciamo gli stessi passi indietro, creando così una zona cuscinetto, c’è qualcosa di realistico in tutto ciò», ha detto ancora Zelensky, specificando che la finestra ideale per i negoziati va dal vertice del G20 di Miami a dicembre fino alle elezioni americane dell’estate del 2027. E proprio gli Stati Uniti non possono non avere un ruolo chiave. Putin eTrump potrebbero vedersi faccia a faccia ed è ovvio, come conferma il consigliere russo Yury Ushakov, che si parlerebbero. E il tema guerra sarebbe chiaramente al primo posto nella conversazione. Il pressing di Trump sembra l’unico modo possibile per far cambiare linea a Mosca con Putn che ancora ieri rilanciava la sua narrativa a tratti imbarazzante. «L’attuale governo ucraino ha fondato lo Stato sull’ideologia neonazista. Nonpossiamo tollerarlo e non lo tollereremo. È una delle ragioni dell’operazione militare speciale. Si tratta di una lotta contro il neonazismo», ha detto, Con il ministro degli Esteri Lavrov che accusa l’Europa «di fornire assistenza militare all’Ucraina e di perseguire una linea russofoba». Non esattamente parole che fanno pensare a una pace possibile.

«Putin non vuole porre fine alla guerra e sta ampliando la portata degli attacchi anche perché la sua popolarità in patria è crollata», spiega Zelensky che rivendica gli attacchi ucraini a lungo raggio per spingere Mosca a chiudere la guerra e denuncia: «La Russia sta preparando una nuova mobilitazione di circa 300mila uomini subito dopo le elezioni per la Duma di Stato» di fine settembre. Anche per questo, il leader ucraino torna a chiedereunaiuto difensivo, visti i continui attacchi russi soprattutto contro i civili. «La difesa è la priorità assoluta. Vorrei trovare 300 missili Patriot per il pacchetto invernale». Secondo Kiev, Moscadispone ancora di circa 600 missili balistici, la principale minaccia per l’Ucraina, quindi «stiamo collaborando con diversi Paesi per sviluppare ulteriori capacità. E mi piacerebbe davvero credere che saremo in grado di trovare la chiave per accedere a una piccola percentuale delle riserve statunitensi. Siamo pronti a pagare per questa fornitura», ha aggiunto Zelensky spiegando di contare già sugli aiuti di Parigi eBerlino per sistemi radar edifensivi. Mentre la guerra non si ferma, lo spiraglio, quindi, c’è. Ma la strada per raggiungere la pace in Ucraina resta tortuosa e in salita.

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