Neutrale sì, e ci mancherebbe che una delle poche certezze che abbiamo salti così di botto. Però, fino a un certo punto. È una Svizzera meno isolata e un po’ più europea quella che esce dall’ultima tornata elettorale in cui si chiedeva ai cittadini elvetici di inserire nella Costituzione una definizione ancora più rigida e stringente della sua proverbiale neutralità. E, come prima conseguenza, anche bloccare le sanzioni alla Russia. Il «No» ha invece vinto in tutti i 26 Cantoni con una maggioranza schiacciante: 70,2% contro il 29,8% che spingeva per norme più stringenti, con il solo Ticino in cui il «No» ha vinto di stretta misura.
La proposta avrebbe modificato non di poco la Carta costituzionale, facendo diventare «perpetua» la neutralità svizzera, obbligando il Paese a non aderire mai e in nessuna misura ad alleanze militari o difensive e nemmeno a collaborare con esse, ad esclusioni di potenziali aggressioni militari. Il quesito prevedeva anche che il Paese non partecipasse a conflitti tra Stati terzi e non imponesse sanzioni economiche ai belligeranti, eccetto quelle decise dall’Onu. Un cavillo non secondario che aveva agitato parecchio l’Unione Europea, in prima fila nel cercare di danneggiare la Russia per il conflitto in Ucraina e che ora «recupera» una sponda importante, data l’adesione Svizzera, dal 2022, al programma sanzionatorio europeo e considerato l’alta, altissima, concentrazione finanziaria straniera nel Paese. Non uno stravolgimento quindi, ma l’apposizione di un punto fermo. La neutralità resta ma restano pure i margini di manovra in caso di necessità.
Il principio di neutralità armata in Svizzera affonda le radici nella storia. La leggenda lo fa risalire alla sconfitta dei Confederati nella battaglia di Marignano del 1515 anche se è stata formalmente riconosciuta dall’Europa nel 1815, col trattato di Parigi e inserita nella Costituzione nel 1848. Così, la Confederazione non ha partecipato formalmente a nessuna delle due guerre mondiali e ha aderito alle Nazioni Unite solo nel 2002 ma nei rapporti internazionali ci sono dei se e dei ma. Pur non essendo membro dell’Unione, la Svizzera infatti può collaborare con gli alleati, a cominciare da Stati Uniti e Ue, bilanciando la propria neutralità con un margine di discrezione e restando integrata al contesto politico ed economico europeo. Neutrale sì, ma senza catene. Che visto il momento storico, basta e avanza.
