Le autorità ucraine sostengono di essere entrate in possesso di due documenti attribuiti alla pianificazione russa per la prossima campagna invernale contro le infrastrutture energetiche del Paese. La rivelazione è stata resa pubblica il 25 settembre 2026 da Denys Shmyhal, primo vice primo ministro e ministro dell’Energia dell’Ucraina, ed è stata riportata da Interfax Ukraine. Secondo Shmyhal, i materiali sarebbero stati acquisiti dai servizi di sicurezza ucraini e conterrebbero una pianificazione articolata per singoli obiettivi, con indicazioni relative ai sistemi d’arma impiegati e alle quantità previste.
Cosa sappiamo
Secondo la ricostruzione fornita da Shmyhal, i materiali acquisiti sarebbero costituiti da due documenti di ampia estensione, organizzati attraverso tabelle contenenti l’assegnazione delle risorse d’attacco ai singoli obiettivi. La documentazione, nella descrizione del ministro, non riguarderebbe esclusivamente la generazione elettrica, ma un perimetro infrastrutturale più ampio comprendente impianti di produzione, sistemi di teleriscaldamento, approvvigionamento idrico, reti fognarie e infrastrutture di interconnessione della rete elettrica. Tra gli elementi indicati figurerebbero anche i collegamenti attraverso i quali l’Ucraina è connessa al sistema elettrico europeo, oltre alle infrastrutture di attraversamento del Dnipro.
Sul piano strettamente operativo, la pianificazione descritta dal governo ucraino contemplerebbe una combinazione di missili balistici, droni a propulsione a getto e altri sistemi senza pilota. L’elemento tecnicamente più rilevante sembrerebbe essere l’associazione fra il singolo obiettivo e uno specifico quantitativo di armamenti, configurazione che, qualora confermata dall’esame indipendente dei documenti, indicherebbe un approccio basato sulla pianificazione per effetti e sulla correlazione tra caratteristiche dell’infrastruttura, vulnerabilità individuate e volume di fuoco necessario. Non sono invece disponibili pubblicamente, allo stato attuale, i documenti originali che consentano di verificare obiettivi, quantità e sequenze operative riportate dalle autorità di Kiev.
La vulnerabilità strutturale del sistema energetico dopo l’inverno 2025-2026
Il quadro delineato dalle autorità ucraine s’inserisce in una situazione infrastrutturale già compromessa dalle precedenti ostilità. Il rapporto della Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite, relativo al periodo compreso tra il 1 dicembre 2025 e il 31 maggio 2026, documenta attacchi ripetuti contro impianti di generazione, trasmissione e distribuzione dell’elettricità. Secondo l’ONU, l’impiego coordinato di centinaia di sistemi d’arma in diverse operazioni ha ulteriormente ridotto capacità già deteriorate dagli attacchi precedenti, provocando interruzioni di emergenza che hanno interessato milioni di civili.
L’impatto è risultato particolarmente significativo durante i mesi caratterizzati dalla maggiore domanda energetica. Il dossier del palazzo di vetro rileva che la contrazione della capacità di generazione, combinata con l’aumento dei consumi determinato dall’abbassamento delle temperature, ha prodotto un deficit elettrico tale da rendere necessarie interruzioni programmate della fornitura. Il sistema centralizzato di riscaldamento è stato a sua volta colpito: secondo la stessa documentazione, centinaia di migliaia di persone sono rimaste senza riscaldamento e acqua calda per periodi prolungati, in un inverno che l’ONU definisce il più freddo registrato in Ucraina dal 2010, con temperature inferiori a -20 °C in alcune fasi. Le interruzioni hanno inoltre avuto ripercussioni sull’approvvigionamento idrico, sui servizi sanitari e sull’istruzione.
La rilevanza strategica degli interconnettori con l’Europa deriva, in questo scenario, dalla crescente integrazione del sistema elettrico ucraino con quello continentale e dalla possibilità di utilizzare le importazioni per compensare temporaneamente parte del deficit interno.
Nella propria valutazione per l’estate 2026, ENTSO-E ha evidenziato l’elevata incertezza che continua a caratterizzare il sistema elettrico ucraino e ha richiamato l’attenzione sulla vulnerabilità dei sistemi interconnessi, in particolare quello moldavo, rispetto a eventuali perturbazioni provenienti dalla rete ucraina.
Difesa multilivello e preparazione alla prossima stagione invernale
La risposta annunciata da Kiev combina protezione fisica degli impianti, difesa antiaerea e capacità di ripristino rapido. Secondo Shmyhal, sono state completate oltre 200 strutture protettive in calcestruzzo presso infrastrutture considerate prioritarie e sono in corso ulteriori misure passive destinate a ridurre la vulnerabilità degli impianti nei confronti dei sistemi senza pilota. In parallelo, l’Ucraina starebbe accumulando componentistica e apparecchiature di riserva con il sostegno dei partner internazionali, con l’obiettivo di abbreviare i tempi di riparazione qualora si verifichino nuovi danneggiamenti.
Dal punto di vista della resilienza sistemica, la strategia non si limita quindi alla protezione del singolo asset, ma comprende la ridondanza delle forniture, la disponibilità preventiva di apparecchiature sostitutive e la capacità di ripristinare rapidamente trasformatori, linee e altri elementi della catena di trasmissione e distribuzione. In tale configurazione, la difesa dell’infrastruttura energetica assume una dimensione integrata: alla difesa aerea e alla protezione fisica si affiancano misure passive e una logistica orientata alla continuità operativa. Il precedente inverno ha mostrato come la vulnerabilità non dipenda soltanto dalla distruzione della capacità di generazione, ma anche dall’interruzione dei nodi di trasmissione e distribuzione, degli impianti di riscaldamento e delle infrastrutture idriche. È su questa vulnerabilità complessiva che Kiev si prepara ad affrontare la prossima stagione fredda, cercando di rendere la rete non soltanto più difficile da colpire, ma soprattutto più rapida da riparare e meno esposta agli effetti a catena degli attacchi. Sarà il prossimo inverno a mostrare quanto queste misure riusciranno a rafforzare la capacità del sistema energetico ucraino di assorbire nuovi danni e mantenere la continuità delle forniture.
